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DNART aveva curato la mostra su Primo Carnera. E’ finita male per la pubblica amministrazione di Pordenone

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PORDENONE. Un conto da 150 mila euro dopo che l’opposizione al decreto ingiuntivo è stata respinta. Elio De Anna, consigliere regionale di Forza Italia, è stato condannato in qualità di persona fisica – anche se all’epoca dei fatti contestati era presidente della Provincia – dal tribunale di Milano, a risarcire 150 mila euro alla società “La fabbrica delle idee”. Tale, secondo l’accusa, l’ammontare dei costi sostenuti per organizzare una mostra che sarebbe stata autorizzata dall’ex presidente della Provincia. La sentenza arriva dopo sei anni dall’avvio del contenzioso e il cambio di ben cinque giudici «e questa è una delle cose che porta a ritenere che, nella forma e nella sostanza, sia profondamente ingiusta – commenta l’avvocato della difesa, Luca Turrin –. Un caso così delicato avrebbe richiesto una maggiore attenzione da parte dei giudici. Purtroppo l’avvicendarsi di tanti giudici, alcuni nemmeno togati, ha portato ad affrontare il caso in modo superficiale». Il punto di partenza è il settembre 2005, quando a De Anna viene chiesto di partecipare alla costituzione di un comitato per la celebrazione del centenario di Primo Carnera. Un organismo del quale fanno parte Riccardo Bertollini, della fondazione Dnart, Elena Fontanella (rappresentante, cosa piuttosto singolare, anche della “Fabbrica delle idee”), il vice direttore della Gazzetta dello sport, Riccardo Radaelli, e il giornalista Ivan Malfatto. L’atto costitutivo, attraverso scrittura privata autenticata, viene siglato dagli altri componenti il 20 settembre, da De Anna il 23. Il presidente, come risulta dall’atto, firma come persona fisica e non esplicitamente nel suo ruolo istituzionale e questo determinerà l’evolversi della vicenda. «Questo nonostante ci siano carte, prodotte in sede di giudizio – ricorda Turrin –, che dimostrano che in realtà De Anna all’epoca agì per conto della Provincia». Martina Milia Per questo la difesa aveva tentato anche di coinvolgere l’ente, ma la giunta provinciale, interessata – presieduta da Alessandro Ciriani – si era espressa contro la manleva ovvero contro la possibilità di far subentrare l’ente a De Anna in giudizio. «Non esiste alcun atto in nostro possesso – aveva dichiarato Ciriani – che testimoni che De Anna abbia agito in nome e per conto della Provincia». E così De Anna ha continuato a essere imputato come semplice cittadino. Contro l’ex presidente della Provincia, «ma non contro gli altri componenti del comitato», evidenzia Turrin, l’accusa di aver dato mandato al comitato di organizzare la mostra “Primo Carnera, ipotesi di un mito”, esposizione itinerante per la quale la società affermò di aver speso 150 mila euro. «Se una mostra c’è stata, non è stata di sicuro itinerante. C’è stata una mostra organizzata a Milano – ricorda Turrin – per la quale, come è emerso nel corso del processo, la Regione Lombardia diede 60 mila euro di contributo alla società. Ma anche questo elemento non è stato considerato». Il contratto oggetto del contendere, poi «fu sottoscritto con una firma che De Anna non riconobbe come sua», ma in sede di giudizio questo elemento non è stato accolto. L’appello è sempre possibile per il medico di Cordenons, ma resta il fatto che comunque la sentenza è esecutiva per cui il risarcimento va dato subito.

Fonte Link: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/11/15/news/la-mostra-su-carnera-mette-ko-de-anna-1.10313692