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Intero quartiere di Parma all’asta: 22 mln per debiti società comunali

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Un intero settore di Parma è all’asta. Ettari di spazio edificato e edificabile ai margini dell’area urbana sono stati messi in vendita dal Comune di Parma, nel tentativo di recuperare soldi per coprire parte dei debiti delle sue società partecipate. Perché se i conti del Comune di Parma, a quattro anni dagli scandali della Giunta Vignali, sono oggi tornati in buona salute, come attestato anche dalla Corte dei conti (LEGGI QUI), le sue società controllate continuano a navigare in un mare incerto: galleggiano su accordi con i creditori che dipendono dalla capacità di liberarsi di poprietà immobiliari e non. E proprio per questo la holding Stt e la società Alfa hanno messo in vendita vaste aree nella zona nord della città, per un importo minimo di oltre 22 milioni di euro.

Sono in vendita l’area dell’ex mercato ortofrutticolo e del bestiame in strada Dei Mercati (base d’asta 13.028.700 euro), che l’eventuale acquirente potrebbe edificare con un nuovo intero quartiere; l’area del macello in via Del Taglio (base d’asta 4.562.500 euro); una parte dell’area di Cal (base d’asta 3.249.200 euro); le ex stalle di Maria Luigia in strada del Cornocchio (1.523.000 euro), che in passato sono già state messe all’asta diverse volte, senza mai trovare compratori.

Complessivamente, il Comune offre un’area edificabile estesa su oltre sei ettari, con diversi edifici già costruiti. Le offerte vanno presentate entro il 2 novembre alle ore 10, dopo un sopralluogo obbligatorio.

In realtà, il Comune di Parma avrebbe voluto cedere questi beni immobili già diversi anni addietro, quando in Piazza Garibaldi comandava la coalizione di centrodestra, ma non trovando acquirenti, li fece comprare dalle sue stesse società partecipate, spostando debito dal Bilancio del municipio a quello delle controllate, operazione di finanza creativa di cui paghiamo ancora le conseguenze.

Questa volta il Comune avrà maggior fortuna? Ci sarà un compratore vero per questa area di prima periferia in gran parte inutilizzata? Per stimolare possibili investitori, da cercare non solo in ambito locale, ma nei grandi fondi di investimento immobiliare, si potranno acquistare i vari lotti anche separatamente. Il prezzo però non è certo basso: sono state sostanzialmente confermate perizie realizzate nel 2011, quando – dopo essere passati dal Comune alle società partecipate fra 2008 e 2009 – ancora si cercavano di vendere questi beni al libero mercato, ma nel 2011 il panorama immobiliare era ben diverso da quello attuale. Sì, la finanza delle società pubblica locale di Parma si muove ancora su una lastra di ghiaccio. 23/10/2016

Fonte Link parmaquotidiano.info

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