Mafia Capitale, il carabiniere del Quirinale che informava Buzzi
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Secondo i Ros, il patron della 29 giugno si serviva di Giampaolo Cosimo De Pascali per ottenere scappatoie giudiziarie e favori negli appalti. Ecco un’ intercettazione: “Oh, ma lo sai che la Guardia di Finanza ha concluso l’ispezione non ha trovato nulla, nulla, c’ha fatto i complimenti” dice Buzzi. “E secondo te, perché…? risponde l’uomo in divisa
“Caro Salvatore sto uscendo ora dal tribunale. Sono stati depositati per l’archiviazione tutti i fascicoli inerenti la situazione che ben conosci. Siamo grandi, anzi grandissimi… sono strafelice per quello che sono riuscito a fare… un forte abbraccio”. Così il 24 luglio dello scorso anno Giampaolo Cosimo De Pascali, appuntato scelto in servizio presso il reparto carabinieri Presidenza della Repubblica, scriveva, con un sms, a Salvatore Buzzi, il presidente della cooperativa ’29 giugno’. Almeno 50 contatti telefonici tra i due, a partire dal settembre 2013, sono stati documentati dal Ros a dimostrazione che Buzzi, ritenuto uno dei principali esponenti dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar Massimo Carminati, si serviva di De Pascali “per acquisire informazioni di natura giudiziaria e per ottenere favori di vario genere”. De Pascali, secondo gli investigatori, sarebbe stato presentato a Buzzi da Giovanni Tinozzi, direttore di un ristorante in via Veneto: “Gianni è un amico mio del paese, che mi ha messo in contatto con uno del Quirinale che mi sta a fa…” diceva Buzzi.
Le conversazioni intercettate dal settembre di due anni fa evidenziano che “Buzzi stava ottenendo, tramite De Pascali, informazioni relative alla gara per la gestione triennale 2013/2016 del Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, procedura pubblica alla quale stava partecipando la Eriches29 dello stesso Buzzi e sulla quale convergevano gli interessi del sodalizio indagato”. Nel merito – si legge negli atti dell’inchiesta – “si rileva che nel corso di una telefonata intercorsa tra Massimo Carminati e Buzzi, quest’ultimo riferiva di una persona ‘al Quirinale’ che avrebbe dovuto incontrare in relazione ‘all’audizione in Prefettura sul Cara di Castelnuovo di Porto'”.
Il 24 settembre 2013 De Pascali chiamava Buzzi.
De Pascali: A breve danno “il seguito alla… diciamo all’appalto che avete vinto… te lo volevo dire… speravo di anticipare la chiamata perché l’ho saputo, ecco, questa mattina, e quindi ero qui a studio, ho detto ‘fammelo chiamare a Salvatore, speriamo non l’abbiano ancora chiamato’, così ho detto se non altro gli anticipo la notizia”.
Buzzi: “Noi ci siamo conosciuti da poco ma è inutile dirti che qualsiasi cosa di cui possa aver bisogno, ecco, basta… basta che me lo dici”.
Quattro giorni dopo
De Pascali: “La settimana prossima, champagne e ostriche”. “Ho avuto, ripeto, non c’era bisogno perché la persona che avevo interessato era di primissimo livello e non mi raccontano cazzate e oggi mi ha confermato guarda sono preoccupato perché non è ancora arrivato nulla e lui mi ha detto, testuali parole, ‘Giampaolo non c’è nessun problema perché l’ho vista io la firma e loro lo dovrebbero ricevere a giorni”.
Poi un sms
Buzzi: “Abbiamo vinto”
De Pascali: “Non avevo dubbi, ormai la situazione era blindata”.
Indicativa è poi una conversazione tra i due nell’estate del 2014.
De Pascali: “…Da quando ci sono io ci sono mai stati problemi?”
Buzzi: “Oh, ma lo sai che la Guardia di Finanza ha concluso l’ispezione non ha trovato nulla, nulla, c’ha fatto i complimenti”.
De Pascali: “E secondo te, perché…?”.







