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Paolo Maddalena: l’Italia è sempre più succube del sistema predatorio e patologico del neoliberismo

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Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”
Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

Il disinteresse del governo per la salute degli italiani e l’opposto interesse dello stesso governo per l’arricchimento delle multinazionali si intravede già nei nuovi DPCM che si preoccupano molto più dell’aspetto economico che non di quello sanitario.

Detti DPCM sono peraltro complicatissimi e di difficile lettura da parte dei cittadini. Essi mirano a confondere le idee in modo che di fatto sia permesso tutto quello che giova alle grandi industrie, senza avvedersi che ciò è contro il nostro stesso sviluppo economico, che si fonda sulle piccole e medie imprese e non può quindi essere fondato sul principio neoliberista che aiuta le imprese forti a danno di quelle deboli.

Incredibile, stupefacente, incostituzionale e fortemente dannoso è l’atteggiamento del Ministro per la Transizione ecologica Cingolani, il quale, di fronte a una sentenza del Tar Lecce, che blocca l’attività dell’ex Ilva, ora in mano all’affittuaria Arcelor Mittal, per motivi di salute pubblica (a Taranto muoiono di tumore il 51% di bambini in più rispetto alla media regionale), non esita a costituirsi in giudizio nel ricorso al Consiglio di Stato, contro la detta sentenza del Tar di Lecce, schierandosi, addirittura quale ministro della Transizione ecologica, contro la salute e contro la tutela dell’ambiente.

Si tratta di un fatto vergognoso che fa apparire il Ministro Cingolani come trasgressore delle proprie funzioni pubbliche, per le quali egli merita l’immediata espulsione dal governo. Cosa che il governo non farà, perché è guidato da un super privatizzatore neoliberista qual è Mario Draghi.

Tocca allora ai cittadini ricorrere immediatamente al giudice ordinario, chiedendo un provvedimento urgente che ristabilisca il divieto già disposto dal Tar a tutela del valore primario e assoluto della salute pubblica (art. 32 Cost.).

Più precisamente è opportuno che un gruppo, il più possibile esteso, di cittadini, agendo come parte dell’intera comunità di Taranto (e sarebbe bene che agisse anche il sindaco come ente esponenziale di questa comunità), ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione, che considera il cittadino come singolo e come parte della collettività, in collegamento con l’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione che riconosce ai cittadini singoli o associati di svolgere attività di interesse generale in via sussidiaria, agisca compatta per ottenere detto provvedimento urgente, ai sensi dell’articolo 702 bis del Codice di procedura civile.

Bisogna dare una lezione a questo ministro che, anziché svolgere le sue funzioni con disciplina ed onore (art.54 Cost.), si permette di agire contro il primario diritto fondamentale alla salute dei propri amministrati.

È questo il momento in cui tutto il Popolo italiano, addormentato e assopito dal continuo ripetersi propagandistico del nocivo pensiero neoliberista, si svegli unanime e corra da ogni parte d’Italia in aiuto dei concittadini di Taranto, associandosi ad adiuvandum (in aiuto) alle predette iniziative.

Si riscatterebbero così dall’indifferenza che essi hanno dimostrato anche a proposito della questione della SuperLega che, travolgendo gli assetti costituzionali, voleva sottrarre a tutti i cittadini il diritto di assistere alle partite di calcio più interessanti, creando un club costituito dalle migliori squadre e riservato a pochi, finanziato dal capitale straniero della JP Morgan e in palese contrasto con gli interessi degli stessi Stati nazionali.

Ci hanno pensato gli inglesi, dandoci una lezione di democrazia, e sarebbe l’ora che anche gli italiani difendessero i loro diritti, svegliandosi dal torpore in cui li ha gettati la cinica propaganda del neoliberismo, il quale tra l’altro ha svenduto ai privati, con le micidiali privatizzazioni (volute anche da Draghi), le stesse funzioni pubbliche, come se queste fossero dei beni commerciabili che non riguardano gli interessi dei cittadini, come sta avvenendo da tempo per la ben nota questione delle Autostrade.

L’unica nostra salvezza è nella Costituzione e, considerato il governo che ci è toccato subire, nel “diritto di resistenza” che spetta a tutti gli italiani, ai sensi dei principi fondamentali della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

Fonte Link: attuarelacostituzione.it