Nasce il tribunale speciale contro la Russia: 36 Paesi verso la “Norimberga di Putin”
dal nostro corrispondente Marco Bresolin
Via libera del Consiglio d’Europa al progetto per processare il crimine di aggressione contro l’Ucraina. Italia e Ue sostengono il piano, assenti Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Malta
BRUXELLES. Trentasei Paesi hanno annunciato formalmente la loro intenzione di partecipare all’istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, istituito nell’ambito del Consiglio d’Europa. Il via libera a quella che nelle intenzioni di promotori potrebbe trasformarsi nella “Norimberga di Putin” è arrivato oggi a Chisinau, in Moldavia. Proprio nelle ore in cui il Cremlino ha confermato l’imminente visita di Putin in Cina, che secondo la stampa locale dovrebbe tenersi il prossimo 20 maggio, la riunione dei ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa ha approvato la risoluzione sul Tribunale.
Non tutti i 46 Paesi che fanno parte dell’organizzazione hanno sottoscritto il documento (all’appello ne mancano 12). C’è l’Italia e c’è anche l’Unione europea, ma non ci sono tutti i suoi Stati membri. Dall’elenco mancano infatti Malta, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. L’assenza di Budapest potrebbe essere legata alla transizione in corso tra il vecchio governo di Viktor Orban e quello di Peter Magyar, ma non è ancora chiaro se il nuovo esecutivo si unirà al progetto. Tra i Paesi extra-Ue hanno espresso il loro sostegno alla risoluzione anche Andorra, Islanda, Liechtenstein, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, San Marino, Svizzera e Regno Unito, oltre ovviamente all’Ucraina. Hanno manifestato la loro intenzione di sostenere il Tribunale anche due Paesi che non fanno parte del Consiglio d’Europa: Australia e Costa Rica.
«Questi Stati hanno compiuto un passo decisivo verso l’effettiva istituzione del Tribunale speciale e il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione contro l’Ucraina», ha commentato Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa. «Il Tribunale speciale – ha aggiunto – rappresenta giustizia e speranza. Ora occorre agire per dare seguito a questo impegno politico, garantendo il funzionamento e il finanziamento del Tribunale. Si avvicina rapidamente il momento in cui la Russia dovrà rispondere della sua aggressione. La strada che ci attende è quella della giustizia, e la giustizia deve prevalere».
Berset ha invitato i governi a portare a termine le procedure nazionali per unirsi al Tribunale speciale il prima possibile, in modo che questo possa indagare e perseguire i responsabili del crimine di aggressione nei confronti dell’Ucraina. «Le fondamenta morali dell’Europa e del mondo saranno ripristinate solo quando il crimine di aggressione contro l’Ucraina sarà punito – ha commentato il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha –. Non è una questione del passato. È una questione del futuro. Si tratta di ripristinare uno spazio comune di verità, giustizia e fiducia».
Il Tribunale, pensato per coprire un’area sulla quale la Corte penale internazionale non ha giurisdizione, è uno dei tre pezzi del puzzle che compongono il piano adottato dal Consiglio d’Europa. Gli altri sono il Registro dei danni e la Commissione internazionale per i reclami dell’Ucraina. Il primo è sostenuto da 44 Stati e dall’Unione europea e ha già ricevuto 150 mila reclami, che poi la Commissione per i reclami dovrà esaminare. 15 Maggio 2026
Fonte Link: lastampa.it







