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LA SETTIMANA FELINESE E IL SUO VERRO

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Risposta alla lettera del 23 agosto 2002, pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 2 Settembre.

Per chi ignora c’è la spiega, non si perde tempo invece con chi manipola la realtà e con chi gira con le fette di salame sugli occhi, prosciutto permettendo.

Mi limito al primo punto, con la scarsa speranza che comprenda; un tentativo che meritano anche i casi più disperati ed è ciò che mi accingo a fare.

a)  Nessuno ha mai rubato la Settimana Felinese a Felino, semmai c’è stato un tentativo di appropriazione indebita da parte di chi ha boicottato l’edizione 2001 e di chi, assentandosi volutamente, si schierava con i prepotenti locali.

b) Non capisco l’acrem animum contro chi ha organizzato l’edizione 2001 che si proponeva di far sì che la manifestazione popolare felinese continuasse, giustamente, come è stato, nonostante il potere politico la volesse vietare, sopprimere, quello economico locale (tranne pochissime eccezioni), pavido, si defilava e alcuni felinesi, schierati politici con l’Amministrazione, la disertavano, riducendo la kermesse agostana di paese a un incontro di fazioni partitiche. Mi ha sempre affascinato il piacere della lotta per la libertà di pensiero o delle minoranze contro i tentativi di oppressione perpetrati dai poteri impositivi, che considerano il mandato per delega un esercizio autoritario di potere e i cittadini dei sudditi a cui concedere o negare diritti acquisiti o conquiste sociali.

c) Del come concepire e coltivare una manifestazione, fortunatamente esistono le pluralità d’opinione e le fantasie creative. Così come vengono prodotte le varietà di salame. Certo è più facile e demagogica la ripetizione, in particolare quando è basata solo sulla proposizione dell’intrattenimento godereccio. Coi soli Baccanali ci si beve la mente ed è forse ciò che vuole chi è al potere.

d)  Del rispetto delle minoranze, di chi vorrebbe altro da ciò che viene propinato, e avanza eventuali proposte alternative, non c’è rispetto, né ascolto. Vedo che ancora nel 2001 il pensiero “integralista” ha seguaci degni del miglior ventennio. Del pensiero liberale, libertario, indipendente, libero non c’è gran cultura diffusa.

e)  Per dover di cronaca la mia disponibilità è sempre stata massima, ma nessuno mi ha contattato, a diversità di quanto invece il sottoscritto fece lo scorso anno, ricevendo solo niet.

f)  Per quanto riguarda il trionfo del porco o del maiale, provate a circoscrivere la piazza di Felino e farne una vasca all’aperto con annessa fontana ripiena e zampillante di liquame del vostro animale preferito. Così da non buttar via proprio nulla! Come è tipico del porco. Se rabboccherete quotidianamente, la vasca, godrete anche dei profumi di chi vi rende così felici e che altri, invece, ora usufruiscono. Un modo ecologico di celebrare il maiale d’oro dopo il vitello! A Chicago, la porkopolis d’America, i mattatoi più grandi del mondo sono stati definitivamente chiusi dal 1971, dopo il declino di inizio novecento (vedi “Il maiale e il grattacielo. Chicago: una storia del nostro futuro”. Marco D’Eramo. Feltrinelli edizioni).

g) Il silenzio non richiede commenti inutili, c’è chi lo comprende e chi lo vilipendia senza dover andare sul monte Caio.

h)  Del museo del salame di Felino, proposto fin dai primi anni 90, e di “salamisapori” rassegna gastronomica internazionale sui diversi tipi di salame prodotti nel mondo, nessuna risposta ho ricevuto. Cose inutili forse per chi crede solo nell’intrattenimento, psicofarmaco di massa, produttore di zombi.

i) Una rilettura di “Risorgimento dei Sapori” (vedi pubblicazione Settimana Felinese  11 agosto 2001), farebbe bene a chi lancia accuse pubbliche senza conoscere o peggio facendo finta, forse, di non sapere. (Parma, 03/09/2002)

Luigi Boschi