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Secchi d’acqua sulla movida

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PERCHE’ LE REGOLE NON VENGONO RISPETTATE E L’AMMINISTRAZIONE CONSENTE QUESTO IMBARBARIMENTO PER LE VIE DELLA CITTA’?

Acqua dalle finestre iniziano a rovesciare i residenti delle vie dove imperversa la movida parmigiana. Gli abitanti sconsolati chiederebbero solo un po’ più di civiltà. Sono esausti della situazione di indifferenza della Amministrazione e della maleducazione della gente: una spalmata osteria-discoteca all’aperto in alcune strade del centro. E vista l’inosservanza dell’ordinanza comunale da parte dei gestori, così come la difficoltà di un pronto intervento delle forze dell’ordine, i residenti non hanno altri mezzi per far rispettare le regole di convivenza e civiltà: alle proteste verbali sono seguite le docce improvvise.

Non sono mancate le proteste ufficiali con esposto sia alla Procura che al Sindaco per la violazione dell’art 659 del Codice Penale: "Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone… è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309". Dalle 22 alle 8 del mattino, ogni rumore molesto continuato, intenzionale e non necessario rientra nella fattispecie.
Ma oltre al codice penale vi sono pure due ordinanze del Sindaco di Parma del 16 giugno e del 07 luglio 2009 che responsabilizzano i gestori dei locali per l’adozione dei provvedimenti necessari all’osservanza della quiete, pulizia, prevenendo degrado ambientale, inquinamento acustico. Responsabilità tenuti ad esercitare anche fuori dal proprio locale nell’arco di un raggio di 20 metri. In particolare le emissioni sonore, soggette a preventiva autorizzazione, devono cessare entro le ore 23,30.

Insomma ci sono le regole, ma non vengono fatte rispettare. Pare evidente che qualcosa non torni. Ne conviene Fecci? O non riguarda l’ordine pubblico? Perché si vuole favorire l’incitamento alla violenza? E l’Assessore Zoni al Commercio perché soprassiede?… Silenzio assenso? E la Sassi Assessore all’ambiente?… l’inquinamento acustico è di sua competenza!
Qualcosa bisognerà pur fare perché ai regolamenti venga data attuazione? Le vie della movida sono poche e il presidio semplice, se si vuole! Ma anche con interventi strutturali (obbligo di insonorizzazioni dei locali pubblici, barriere antirumore esterne che attenuino almeno l’espansione verso l’alto dei rumori in particolare nei borghi).

Ora oltre a via D’Azeglio in particolare nel periodo estivo, la zona interessata è via Farini e le strade limitrofe: via Nazario Sauro e Borgo Giacomo Tommasini.
Pare si stia costituendo un comitato per via Farini. Gli stessi che hanno già inviato l’esposto sia in Comune che in Procura alfine di farsi sentire non come singoli, ma come comunità offesa. Un nuovo gruppo di cittadini che si unisce alle firme raccolte nell’Oltretorrente dall’altro comitato spontaneo di residenti.

La città abitata per le vie è un bene prezioso in cui tutti devono essere coinvolti. Ed è piacevole incontrarsi in un clima vivace. Altro sono gli assembramenti, l’inciviltà ubriaca, drogata e schiamazzante, l’impossibilità di camminarvi e parlare… La deturpazione dei luoghi. Strade latrine! E’ così che abitano nelle loro case? Pare di sì, viste le abitudini. Il problema sociale esiste. Qualcuno dovrebbe riflettere sulle cause.
Il fenomeno, poi, nasce da lontano e ha radici nella profonda cultura del consenso e del clientelismo. La città ci perde e molto. Numerosi sono i luoghi coinvolti e molte Amministrazioni stanno prendendo provvedimenti anche impopolari per diminuire questo assediamento incivile che minaccia la vita delle vie, divenute "non luoghi intransitabili", calca di umanoidi senza parola, storditi da ogni sostanza e rumori.
Ciò non toglie che la risposta alle domande dei giovani sia scarsa e forse inadeguata. Molto di più si poteva e si potrebbe fare. Con questo non si può giustificare la sciatteria di costume, il lassismo dei gestori e la molestia causata ai residenti. 
La valorizzazione dei posti passa attraverso, come sempre, la consapevolezza e l’esempio di ogni persona. Il rispetto per la via è metafora di quello che si ha verso gli altri… e forse anche verso se stessi. Così però li han voluti. A qualcuno, si vede, torna comodo. (23/01/2010)

Luigi Boschi