Come si può difendere la nostra democrazia liberale in mezzo a tanta violenza?
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Come si può difendere la nostra democrazia liberale in mezzo a tanta violenza?
In molti si meravigliano della grande affluenza al referendum confermativo, dimenticando che l’alta affluenza al voto sui referendum non è una novità! Non è un voto contro questo governo, né contro la Meloni, né per la Sinistra. È stato un voto per la difesa della nostra Costituzione. La partecipazione ai referendum costituzionali è sempre stata sopra il 50 %. Ma fanno fatica a dare questo dato, preferiscono dire che è stata una eccezionale tornata referendaria.
Oggi sembra quasi che il male prevalga sul bene, la disinformazione e la propaganda sulla corretta informazione.
Il potere del denaro delle autocrazie minaccia le democrazie e gli assetti internazionali. il New York Times dichiara che Trump e le persone a lui legate si sono arricchite, dopo il suo ritorno alla Casa Bianca di circa 1,4 miliardi di dollari [LINK].
Trump agisce per il suo interesse personale, e produce un caos internazionale con i dazi, poi aiutando Putin nella guerra contro l’Ucraina, fingendo una trattativa di pace (di fatto, avrebbe voluto una resa per Zelensky e c’è chi ci crede ancora!) Che l’America sia alleata del comunista Putin, pare una bestemmia, solo affari personali si possono configurare, se non fosse così, neppure la politica di alleanze strategiche, vedi Cina, lo giustificano [LINK]. Perché porsi dal lato sbagliato della storia? Sarà una grave macchia nella storia dell’America. Eppure Putin invade l’Ucraina e compie una strage simile o peggio di quella di Stalin con la grande carestia 1931-1933 con oltre 5 milioni di vittime. Nessun altro Presidente americano sarebbe stato al fianco dell’Assassino dittatore russo. Sarebbe come se Roosevelt si fosse schierato al fianco di Hitler. Trump, se fosse una persona onesta, suggerirebbe al suo amico Putin il ritiro delle truppe dall’Ucraina e di scordarsi il Donbass. Dovrebbe solo applicare il memorandum di Budapest firmato da Putin e l’America insiema all’inghilterra era tra i garanti [LINK]. L’Europa sarebbe disposta a togliere tutte le sanzioni a fronte di un ritiro e pagamento dei danni arrecati. Putin non voleva restituire alla famiglia neppure il cadavere di Navalny, dopo averlo ingiustamente imprigionato e ucciso. Nuove analisi su campioni biologici indicano che Naval’nyj è stato avvelenato in carcere con una rara tossina, precisamente l’epibatidina (la differenza con il gas nervino usato da Hitler nei campi di concentramento). Trump sei amico in affari di questo personaggio! Cosa ne stai facendo della grande ed esemplare democrazia liberale americana! Dopo questa assurda guerra, Putin si troverà con una parte della Russia in mani cinesi e l’altra parte, insieme all’Ucraina nell’ Europa. Putin e il suo amico Orban si troveranno al bar tra vodka e salumi ungheresi di maiale mangalica. Sarà la loro fine prima di suicidarsi (se ne avranno il coraggio e la dignità). I funerali saranno celebrati dal gran sacerdote JD Vance con sermone di Donald Trump, decaduti da Presidente e Vicepresidente USA. E inizierà una nuova epoca di pace mondiale.
Una democrazia occidentale che ora pare aver perso la pace e la più grande democrazia. Con Trump tutto sembra smarrito e l’equilibrio con gli alleati europei è messo in discussione un giorno sì e l’altro pure. Trump sembra un emissario di Putin per distruggere la democrazia Europea. La democrazia liberale è oggi assediata dalle violenze di Trump, Vance, Putin, Orban, degli Ayatollah iraniani, gli Houthi, gli Hezbollah, Hamas; da Salvini contestato pure dal suo partito che ai funerali di Umberto Bossi gli urlava, “ridacci la Lega”.
Il Medio Oriente per troppo tempo lasciato nelle loro guerre interne e utilizzato per il petrolio. L’Iran, pur essendo un Paese di storia millenaria, è sempre stato il Paese finanziatore di questi “bravi ragazzi” di tagliagole. Finanziati pure dal Qatar! E allora, cosa farne? Vogliamo che continuino a uccidere 30, 40.000 persone a settimana nelle piazze o le impicchino in carcere, perché protestano contro il regime teocratico che li priva della libertà? Vogliamo perseverino, insieme agli Houti, con il “ricattino” per il passaggio di navi da Hormuz, preventivamente pericolosamente minato? L’Iran ha sempre voluto l’annientamento di Israele. Con questi obiettivi, vogliamo chiamare questo uno Stato? Forse, (pur nel rispetto della sua grande storia millenaria), nelle mani di questi teocrati è divenuto lo Stato del male assoluto!(il petrolio funzionale al terrorismo). La dichiarazione di guerra di Trump all’Iran, non sarebbe fuori luogo se fosse stata organizzata. E non intrapresa all’improvviso dal Presidente americano che vorrebbe ora l’aiuto dei Paesi Nato, da lui fortemente criticata, minacciandone anche l’uscita che sarebbe un bel guaio. Senza gli Stati Uniti, l’alleanza perderebbe il 60% del budget. Ma non può! In base alla legge, per uscire dalla Nato serve una votazione favorevole di due terzi del Senato, oppure un’autorizzazione tramite un atto del Congresso. Anche i Paesi del golfo si sono alleati per la difesa contro l’Iran. E molti Paesi si sono dimostrati disponibili allo sminamento: 40 Paesi hanno costituito una coalizione per assicurare il libero passaggio nello Stretto di Hormuz, fondamentale corridoio per le esportazioni energetiche, una volta terminata la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran (ma quando finirà?). Il gruppo include nazioni da tutti i continenti, sottolineando l’impatto globale causato da eventuali interruzioni della via marittima. Conoscendo la natura terroristica e ricattatoria dell’Iran, da tempo si sarebbero dovuti organizzare altri modi di trasporto energetico, evitando il pericoloso stretto di Hormuz. “L’Iran ha preso in ostaggio un passaggio marittimo internazionale, mettendo a rischio l’economia mondiale”, ha affermato la ministra degli esteri britannica Yvette Cooper, evidenziando le possibili conseguenze su gas, carburanti per aerei, fertilizzanti e costi della vita. Questo è dovuta alla guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran.
Anche la Cina non gradisce questa diminuzione energetica; la chisura dello stretto di Hormuz la penalizza. Nessuno in Occidente piange la morte di Alì Khamenei e neppure l’arresto del dittatore Maduro in Venezuela. ma nemmeno si strapperebbe le vesti in Europa se Trump e Vance fossero dimessi dal loro elettorato o per altra causa naturale. Due loschi individui che stanno distruggendo la democrazia occidentale e il ruolo dell’America. Meglio non fossero mai esistiti!! Guai, però, lasciare una guerra irrisolta [LINK]. Cosa farà il popolo iraniano? Il regime degli Ayatollah non è stato abbattuto, Forse lo hanno indebolito, ma sono ancora in sella al potere con altre persone. Come aiutare il popolo iraniano della protesta? Impauriti dalle bombe e dal regime teocratico che non è cambiato. Trump e Vance non costituiscono alcuna garanzia che qualcosa cambierà. Siamo di fronte a modelli politici autocratici reali o desiderati, in cui , il diritto della forza, il denaro, della prepotenza, significa la destabilizzazione delle relazioni internazionali. Di fronte a questo modello che scardina ogni sistema internazionale di alleanze producendo populismi nazionali divisivi e destabilizzanti, il riarmo sembra la soluzione più facile e immediata, ma sarebbe una escalation globale. “Si vis pacem, para bellum”, (“Se vuoi la pace, prepara la guerra”). Il concetto suggerisce che una forte preparazione militare e la deterrenza siano i mezzi migliori per scoraggiare gli aggressori e garantire la pace. Ma suggerisce il Vaticano: “pace vera, non equilibrio del terrore”. Gli armamenti, come è noto, si sogliono giustificare adducendo il motivo che se una pace oggi è possibile, non può essere che la pace fondata sull’equilibrio delle forze”, scriveva Papa Roncalli nella sua ultima enciclica. “In conseguenza gli esseri umani vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con una travolgenza inimmaginabile”. “Giustizia, saggezza ed umanità – proseguiva – domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti”. Ma quanto è possibile questa utopia? Che tutti vorrebbero! Un mondo in guerra non se lo augura nessuno. Tutti auspicano pace, giustizia e libertà. Le autocrazie, le dittature, i regimi di varia natura non favoriscono la pacifica convivenza, la libertà, il rispetto dei diritti civili e umani. La carta dei diritti civili, politici, economici e sociali è solo un impedimento al loro potere. Anche Trump e Vance oggi, costituiscono il vero pericolo anche per la messa in discussione del patto atlantico. e non penso rappresentino il volere dei cittadini americani che aborrono l’alleanza con Putin e pure con Orban.
Oggi siamo di fronte a una guerra fratricida non solo con le armi, ma pure con il commercio, i ricatti, la finanza che domina insieme alla inarrestabile tecnologia. Una guerra ibrida che rende il mondo in un conflitto globale (guerre tra piattaforme digitali, AI, satelliti) a rischio della propria esistenza pacifica garantita dopo la seconda guerra mondiale dalla NATO. Forse per troppo tempo ci siamo dimenticati del benessere di popoli poveri. E ora ne paghiamo le conseguenze. Dobbiamo costruire la NATO Europea, sapendo che l’America di Trump e Vance sono oggi da considerare i nemici dell’Europa.
Siamo sull’orlo del collasso. Ed è quello che vogliono gli autocrati e i dittatori sanguinari o i regimi teocratici che privano libertà e giustizia, vogliono destabilizzare la democrazia occidentale anche con false comunicazioni e grandi corruzioni riescono ad invadere le nostre menti dei paesi occidentali. La campagna elettorale di Vance per Orban in Ungheria è la conferma di questa situazione. E sono ricchi i forzieri di questi individui. Anche il capo iraniano Ayatollah Alì Khamenei ucciso nella prima incursione ha lasciato al figlio Mojtabā un enorme capitale immobiliare e mobiliare, mentre il popolo vive nella povertà. Ma i benpensanti nella loro ipocrisia, non vogliono questa guerra in Iran. L’esercizio antiamericano e antiisraeliano non porterà da nessuna parte, ma a guai seri. Trump e Vance termineranno il loro mandato e i buoni rapporti tra Europa e USA torneranno a esistere. Rafforzati da una Europa più indipendete e non soccombete agli USA.
Israele e Usa non ne possono più di sentirsi minacciati dai terroristi finanziati dall’Iran. Liberati dalla teocrazia sanguinaria iraniana, aiutata la popolazione a costruirsi una nuova autodeterminata realtà politica iraniana; liberato il Libano dagli Hezbollah, Gaza disarmato Hamas, tolti i Basij, forse dovremmo impegnarci per una pace vera in tutto il Medio Oriente aiutandoli a costruire una grande alleanza di convivenza, degli Stati del Medio Oriente tra loro conviventi in una unica terra creando i presupposti di una repubblica Medio Orientale di Stati confederati; nella confederazione, gli Stati membri mantengono la loro identità statale, religiosa, e hanno il diritto di secessione. Anche la profezia di Isaia 11:6 recita precisamente: “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. Descrive l’avvento del Regno Messianico, un tempo futuro di pace universale e armonia, in cui la violenza cesserà sia tra gli animali che tra gli esseri umani. Simboleggia la trasformazione radicale della natura violenta in mitezza e la restaurazione dell’armonia edenica, dove ostilità e predazione scompaiono.
Ma questo che stiamo vivendo, è un mondo in cui le persone hanno perso Dio! Forse bisognerebbe tornare ai 10 comandamenti, per riavere un mondo migliore, una guida di serena convivenza, in cui la libertà di ogni persona o soggetto politico finisce dove inizia quella altrui.
“La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri” è un pilastro del vivere civile, spesso attribuito a Martin Luther King o Immanuel Kant, che stabilisce il limite etico e giuridico all’azione individuale o politica nel rispetto reciproco. Questo principio implica che la libertà non è arbitrio assoluto, ma comporta la responsabilità di non danneggiare o limitare i diritti altrui. La responsabilità, però, avviene attraverso un processo culturale ed esperienziale.
Sebbene associata a King, la citazione riprende il pensiero filosofico di Kant sulla convivenza tra libertà individuali. Essa rappresenta un principio inclusivo e di rispetto reciproco, non un semplice limite divisivo. Anche il crocifisso può aiutare in questa pacificazione.
La scrittrice ebrea e laica Natalia Ginzburg si oppose alla rimozione dei crocifissi dalle scuole, definendolo un simbolo universale del dolore umano, della solitudine nella morte e della rivoluzione cristiana che ha introdotto l’uguaglianza, rendendolo parte della storia. Il crocifisso come un simbolo storico e culturale che trascende la fede. Una citazione pronunciata da Papa Leone XIV a fine via Crucis. (Parma, 31 Marzo 2026, aggiornato il 9 Aprile 2026)
Luigi Boschi









Caro Luigi,
il tuo ragionamento termina con una escatologia di pace riferita religiosamente a Isaia o se vuoi a San Agostino del Civitate Dei. Laicamente tu la individui anche nel pensiero moderno di Kant. Io personalmente la riferisco al passato ossia al mito dell’Età dell’Oro di cui parlano Esiodo ed Ovidio, per cui il presente diventa una progressiva degradazione dell’ideale. Platone nella Reubblica parla di una società ideale governata dai saggi, forse perché conscio che la democrazia Ateniese aveva dei limiti come nel processo del suo maestro (Socrate) o nella accorata orazione di Lisia (per l’Ulivo Sacro). Per me questi sono un po’ tutti ricordi del Liceo e non mi rendono capace di comprendere a pieno le violenze umane dei singoli o collettive a cui ho dovuto assistere nell’arco della mia esistenza. Forse ho vissuto nella aurea mediocritas che l’occidente fino ad oggi mi ha assicurato. Mi sorgono però dei dubbi sull’eticità di questa posizione e quindi sul mio destino nell’ultraterreno. Cesare
Ti ringrazio Cesare della tua profonda riflessione. Io mi limito alla profezia di Isaia molto più semplice. Non ho i ricordi degli studi come hai tu. La violenza insita nella originaria natura umana può essere mitigata dalla consapevole responsabilità. Attraverso un processo culturale e esperienziale. Un mondo di pace a cui possiamo aspirare con una forte tensione etica, ma umanamente utopica. I comandamenti ci forniscono una guida per la pacifica convivenza. Il nostro passato spesso ci persegue ferocemente e abbiamo difficoltà ad affrancarci perché è la nostra storia. E interviene la misericordia divina del perdono che ci consente di vivere più serenamente. Cosa contraria diveniamo prigionieri dei nostri incubi e colpevoli azioni di violenza che spesso ci accompagnano nella nostra irresponsabile esistenza. Il rifugio nell ‘amore eterno costituisce la nostra speranza e desiderio di salvezza dalle tenebre della violenza in cui viviamo. Dominata spesso dalla ignoranza e avidità che è Il desiderio della mela del paradiso terrestre nostro peccato originale da cui emanciparsi.
Luigi