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Dalla Russia alla Ucraina, la vera storia di una operazione militare speciale finita male per Putin

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Dalla Russia alla Ucraina, la vera storia di una operazione militare speciale finita male per Putin

Alessandro Orsini


“Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto”
questo diceva il saputello”, Alessandro Orsini  in tv ospite a “Piazza pulita” La7 il 25 marzo 2022;
Sosteneva che la Russia avesse sconfitto militarmente l’Ucraina e che la resistenza a oltranza avrebbe causato solo distruzione. La “realpolitik, secondo Orsini, l’Occidente avrebbe dovuto accettare l’inevitabile e scendere a compromessi con Mosca, riconoscendo le conquiste territoriali per fermare la carneficina.
Dopo la decisione della Rai di stracciare il contratto con il quale Alessandro Orsini era stato ingaggiato da Bianca Berlinguer per sei puntate di Cartabianca e un compenso totale di 12 mila euro, il sociologo che dirige l’Osservatorio sicurezza internazionale della Luiss è ancora al centro delle polemiche per le sue posizioni filo-russe.
Nella puntata andata in onda il 15 marzo, ad esempio, il professore si è espresso così: “Questa è una guerra persa in partenza. O noi diamo a Putin quello che vuole, o lui se lo prende lo stesso”.

E ancora: “La Russia continuerà ad avanzare, avremo sempre più morti fra i civili. Se la Germania e Francia vogliono riempire l’Ucraina di armi lo facciano, l’Italia deve prendere i soldi che intende spendere per le armi per costruire due enormi ospedali per accogliere i bambini ucraini mutilati”. (e questo dimostra la carneficina, compiuta da Putin), ma non ho visto nessun politico della sinistra o del campo largo, andare a visitare i luoghi della guerra prodotta da Putin.

E per finire sempre Orsini: “Sono per una rottura in seno all’Unione europea, il ruolo dell’Italia è quello di Paese di pace”.  

Il 16 marzo sul suo profilo Facebook ha salutato con un post i suoi lettori del Messaggero:

“Oggi ho lasciato Il Messaggero. Mi scuso con tutti coloro che avevano sottoscritto un abbonamento soltanto per leggere i miei articoli”. Dopo una “pausa di riflessione”, i lettori di Orsini colmeranno la lacuna su “un nuovo quotidiano”, del quale il professore non ha ancora svelato il nome. E’ comunque ospitato tra gli opinionisti de ilfattoquotidiano.

Dalla vittoria sicura di Putin all’ecatombe nucleare

Nella puntata di Cartabianca del 22 marzo invece Orsini ha evocato una ecatombe nucleare: “Se porremo Vladimir Putin in una condizione disperata, certamente userà la bomba atomica”.

E poi: “L’Italia e l’Europa stanno dando armi, stanno portando sanzioni ad un livello altissimo. È chiarissimo cosa stanno facendo per la guerra. Ma cosa stanno facendo per la pace? Un bel niente”.

O ancora: “Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto”.

Il 25 marzo, Orsini ospite a Piazza Pulita su La7 ha riproposto la sua personale soluzione del conflitto in due punti: l’Ue deve lasciare il Donbass a Putin e l’Italia deve rompere con l’Unione europea.  “Questo è un conflitto frontale tra Putin, la Russia e l’Europa – ha detto il sociologo – L’Italia deve fare tre cose, rompere con l’Unione Europea, fare una dichiarazione ufficiale che abbiamo sbagliato tutti, noi e l’Unione Europea, riconoscere le colpe dell’occidente e quelle di Putin, deve dirsi disponibile al riconoscimento a guerra in corso del Donbass e della Crimea”.

“L’esercito ucraino non ha mai vinto una battaglia contro l’esercito russo. E sarà sempre peggio in futuro, perché i soldati di Kiev sono sfiniti, mentre Mosca può contare su un bacino di uomini decisamente più consistente”. A dirlo è sempre il professore Alessandro Orsini, ospite alla festa de il Fatto Quotidiano a Roma, intervistato da Stefano Citati e Alessia Grossi. Orsini, nei suoi interventi, ha criticato la narrazione secondo cui col passare dei mesi – e degli anni – l’Ucraina può ambire a sedersi al tavolo delle trattative con Vladimir Putin da una posizione di forza. (il fattoquotidiano 7 settembre 2024)

Ma la storia della guerra russo-ucraina han avuto un altro epilogo rispetto alle opinioni del saputello a pagamento.


Riavvolgiamo il nastro del racconto e vediamo questa storia dall’inizio:
 Alle prime ore del 24 febbraio 2022, Vladimir Putin annunciò l’operazione militare speciale contro l’Ucraina con un discorso televisivo rivolto ai cittadini russi, in cui spiegò gli obiettivi della campagna[LINK video]: L’obiettivo, prosegue, è “difendere le persone vittime degli abusi e del genocidio commesso dal regime di Kiev”. “Ci impegneremo per la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina. E anche per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili, compresi i cittadini della Federazione Russa”, afferma Putin. “Le nostre azioni sono un’autodifesa contro le minacce”.
“Nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che un attacco diretto alla Russia porterà alla sconfitta e alle terribili conseguenze per un potenziale aggressore”
, aggiunge perentorio ” Non imponiamo nulla a nessuno con la forza. La libertà è al centro della nostra politica”. “Siamo pronti a tutto. Per tutti coloro che dall’esterno cercheranno di interferire: la risposta della Russia porterà a conseguenze che non avete mai sperimentato. La politica dell’impero della menzogna si basa sulla forza bruta e sappiamo che la vera forza è nella giustizia e nella verità, che è dalla nostra parte. 
La sicurezza della patria sarà garantita in modo affidabile”. (certamente, peccato siano parole della sua propaganda, perché a noi risulterebbero molti morti tra i suoi avversari e di coloro che dissentivano per la sua politica, come Navalny, prima avvelenato, poi segregato ingiustamente nella colonia penale IK-3 a Kharp, conosciuta come il “Lupo Polare” (Polar Wolf). Situato oltre il Circolo Polare Artico, morto il 16 febbraio 2024; la giornalista Anna Politkkovskaja autrice de “il Diario Russo”; e “La Russia di Putin”, stranamente assassinata il 7 ottobre 2006 nell’ascensore del suo palazzo a Mosca. Questa sarebbe la vera forza nella giustizia e nella verità che lei rivendica presidente Putin?

Questi sono gli obiettivi dichiarati da Putin dell’operazione speciale militare:
-primo obiettivo) smilitarizzazione dell’Ucraina in quanto sosteneva fosse una minaccia esistenziale per la Russia, strumento della NATO e con capacità nucleari;
-secondo obiettivo) la denazificazione. Accusava dal 2014 che il governo di Kyiv era controllato da nazisti e drogati, nonostante il presidente Zelensky fosse ebreo e democraticamente eletto. Era solo una giustificazione morale e storica per l’aggressione, evocando la grande guerra patriottica (Seconda Guerra Mondiale compreso tra il 1941 e il 1945 che rappresenta l’immensa mobilitazione e la resistenza del popolo sovietico contro l’invasione della Germania nazista);
-terzo obiettivo)
Neutralizzazione dell’Ucraina rispetto all’Occidente (non sarebbe mai entrata nella NATO e nella UE);
-quarto obiettivo) cambio di regime a Kyiv. Perché un governo neonazista, e voleva imporre un governo allineato a Mosca.
Questi obiettivi erano presentati con un’operazione rapida e chirurgica che avrebbero portato in breve tempo a una vittoria breve e totale.
A distanza di oltre 5 anni dall’invasione, la vittoria auspicata non trova riscontro nei fatti. Nessuno degli obiettivi di Putin è stato raggiunto. Chi decide di intraprendere una guerra ritiene che i vantaggi attesi superino i costi previsti. Ma non è andata così per Putin.
La smilitarizzazione dell’Ucraina non c’è stata, anzi il contrario; oggi l’esercito Ucraino è all’avanguardia con sistemi moderni forniti in parte dagli USA e dai Paesi UE (Inghilterra, Germania, Francia). E prodotti anche da loro, tanto da esportarle nei Paesi del Golfo.  Ha acquisito un addestramento NATO.  Il risultato è che l’Ucraina ha oggi un esercito molto più potente e meglio equipaggiato, con una capacità produttiva bellica interna.
La denazificazione pur essendo una vergognosa propaganda si è dissolto. Zelensky è rimasto presidente rafforzato dal sostegno popolare e internazionale. Al Governo Ucraino è stato riconosciuto legittimo difensore della democrazia da molte nazioni. I partiti di estrema destra in Ucraina (come Svoboda e Pravyj Sektor) hanno avuto risultati marginali, inferiori al 3% e non hanno alcun potere di governo.
La propaganda di Mosca ha invece isolato la Russia, rivelando le falsità delle accuse.

La neutralizzazione dell’Ucraina e il blocco verso l’integrazione con le democrazie occidentali, ha ottenuto l’esatto contrario. Kyiv è candidata all’ingresso nella Unione Europea e ha intensificato la cooperazione NATO. Due stati neutrali Finlandia e Svezia hanno ottenuto di entrare nell’Alleanza, in risposta alla invasione russa all’Ucraina.

Il cambio di regime a Kyiv è fallito. L’intenzione di Putin era sostituire Zelensky con un governo fantoccio, come avvenuto in Bielorussia, che pure lei ora si allontana [LINK Lukashenka teme Zelensky più di Putin].

Zelensky è rimasto al potere e ha accresciuto la sua popolarità interna e internazionale. L’unità della popolazione ucraina è coesa e unita contro Mosca.
Un fallimento totale in tutti gli obiettivi, aggravato da una situazione economica al collasso, determinata dalla guerra all’Ucraina: Perdita di valore della moneta del 40%, una economia di guerra stagnante, vendita delle riserve auree per coprire i buchi del bilancio. I dati dimostrano Putin intrappolato in un equilibrio precario che si regge su spese militari insostenibili e le sanzioni imposte che si stanno rivelando determinanti sulla crescita reale (mentre i filoputiniani sostengono che hanno danneggiato solo noi europei), mentre la società civile russa sta pagando a caro prezzo le scelte belliche di Putin. In molte zone della Federazione Russa, che è un importante produttore, non c’è la benzina o è razionata [LINK]. La Crimea occupata, a seguito degli attacchi ucraini, è stata isolata. La Governatrice della Banca Centrale ha dichiarato che “la crescita del Pil è trainata esclusivamente dalle spese per la difesa e che non può essere sostenibile a lungo termine. Una economia militarizzata è incapace di generare sviluppo”. Le sanzioni hanno colpito i settori strategici. Molti cervelli con alta formazione sono fuggiti tra il 2022-2023. Le università e le aziende dichiarano carenza di personale qualificato.  Una qualita della vita deteriorata. Crollo di fiducia nel sistema finanziario.

Le banche russe con un colossale deficit di liquidità
Si paga di più in contanti in Russia, per le interruzioni di internet, per i controlli più severi sui trasferimenti di soldi, per i tassi di interesse sui depositi più bassi, per le modifiche fiscali che hanno reso i pagamenti cash più convenienti per le imprese. Un enorme problema per gli istituti di credito.

“Il momento è difficile”. Putin lo ammette davanti al partito

I droni di Kiev passeggiano nel suo territorio dando fuoco alle raffinerie. Al congresso di Russia Unita riconosce le difficoltà. E valuta di bloccare l’export di gasolio per evitare carenze. E lo smacco di un Paese a secco.
L’ultima volta che aveva provato a celebrare i grandi risultati della Russia non era andata bene. Era a inizio giugno, davanti alla platea dello Spief, il Forum economico di San Pietroburgo, e dal palco prese a elencare le performances brillanti dell’economia: il Pil che cresce, il debito pubblico più basso di molti Paesi europei, la forza dell’industria. Furono gli stessi manager, banchieri e imprenditori delle grandi aziende accorsi all’evento, intercettati dai media, a smentirlo, descrivendo un panorama per nulla roseo. 

Il rifiuto con coraggio degli Ucraini all’invasione russa ha impedito a Putin il raggiungimento dei suoi obiettivi e dimostrato al mondo la pochezza della dittatura russa e del suo esercito, nonostante le sue continue minacce le falsità della propaganda. Se il finto pacifista Trump (aspirante al Nobel)  non avesse voltato le spalle a Zelensky, a fasi alterne, e si fosse limitato a continuare le scelte di Biden, questa guerra sarebbe già finita con la vittoria dell’Ucraina (favori all’amico Putin?) Mentre in Italia molti politici venduti a Putin (Matteo Salvini in testa, seguito da Vannacci e Giuseppe Conte), non vorrebbero mandare armi all’Ucraina, affermando che la Russia stia vincendo! Così mentendo agli italiani: Sono soldi buttati.
Marco Travaglio: “La Russia ha vinto la guerra, Kyiv e NATO hanno perso. Lo zar non ha interesse al cessate al fuoco ora”  e continua: “L’Europa e Biden hanno perso la guerra. Putin non può rinunciare ai territori annessi”: La7, 20 maggio 2025.
I filoputiniani in Italia sono tanti i seguaci di Marco Travaglio, Peter Gomez, Antonio Padellaro, Luca Sommi, Michele Santoro, Alessandro Dibattista, Angelo D’Orsi –politico di sinistra radicale- (si è opposto alla decisione dell’Italia e di altri paesi europei di fornire supporto militare all’Ucraina, ritenendo che questo prolunghi il conflitto; ha criticato le sanzioni economiche contro la Russia, considerandole dannose anche per l’economia europea; inoltre sulla questione del Donbass, ha descritto il conflitto come una guerra civile iniziata già nel 2014, affermando che per giungere alla pace l’Ucraina dovrà probabilmente accettare una divisione territoriale; Via dalla pazza Europa e dalla Nato scriveva su ilfattoquotidiano); Jeffrey Sachs economista e saggista statunitense, palesemente venduto a Putin (sostiene che la guerra in Ucraina sia il risultato di un conflitto geopolitico tra Stati Uniti e Russia, causato principalmente dall’espansione della NATO verso est. Egli ritiene che tale allargamento, unito ai piani strategici americani, abbia minacciato la sicurezza russa, spingendo Mosca all’invasione). A questi dobbiamo aggiungere Carlo Rovelli (Vorrebbe la de-escalation immediata e critica aspramente l’invio di armi, anche questo accademico tra gli opinionisti de ilfattoquotidiano).
Insomma la determinazione del popolo ucraino che combatte per la propria indipendenza e libertà non è nemmeno presa in considerazione!! “Smettiamo di mandargli armi”, sostengono, i falsi pacifisti, strumentalizzando la pace vera, è il vero modo per far vincere il dittatore russo. E spudoratamente dichiarano di non essere filoputiniani! Anzi, dicono di condannare l’invasione. Ma non volgiono aiutare con armi il popolo invaso.  
Tutti questi soloni filoputiniani, ingaggiati tra accademici, giornalisti, persone note, politici, hanno sbagliato tutto e non sono più credibili. La guerra politica e sul campo la sta vincendo l’Ucraina di Zelensky. Le difficoltà le ha ammesse lo stesso Putin in un incontro del partito Russia Unita. (che ben conosce il nostro Matteo Salvini essendo iscritto).
Trasferitevi in Russia dove la propaganda di Putin sarebbe lieta di annoverarvi tra i propri fedeli, smettetela di falsificare la realtà in Italia, favorendo il consenso per Putin. Avreste la benedizione anche del patriarca russo Kirill (Soprannominato il “metropolita del tabacco” che ha accumulato enormi ricchezze con il commercio di sigarette e petrolio; ha messo la sua Chiesa al servizio di Vladimir Putin definendolo un “miracolo” e “l’operazione speciale” in Ucraina una guerra santa),  anziché di Leone XIV che più volte ha chiesto di pregare per il martoriato popolo Ucraino, che non significa non inviare aiuti, ma, penso, intendesse, che Putin si ritiri dall’invasione e smetta di uccidere civili, deportare bimbi ucraini per russificarli, e bombardare città. “Dio desidera la pace, la violenza non avrà l’ultima parola”. Ma la pace vera non è quella della resa a Putin, non aiutando gli opressi; si deve essere al loro fianco, con tutti i mezzi, finché l’Ucraina sarà liberata, come sta facendo l’Europa. L’importanza della verità è fondamentale nel mantenimento della pace e democrazia. (Parma, 27 Giugno 2026; aggiornato il 28 Giugno)
Luigi Boschi

1 COMMENT

  1. Ma tutti questi che si stracciano le vesti per la libertà e la democrazia in altri paesi dove erano durante la dittatura della carta verde, praticamente tessera fascista, senza la quale non potevi lavorare e quindi mangiare?
    Perché di condanne a Conte e Draghi da parte tua non ne ho viste?
    A parte quei pochissimi che si sono ribellati e che sono stati massacrati dai tribunali di regime, pare che non sia successo nulla. Quindi vedi che la sensibilità ai diritti muta molto nelle persone, e credo che pure in Russia e repubbliche sovietiche sia così, lì non si sono mai ribellati, né agli zar, né a Stalin, Lenin. Gente che gli basta avere un piatto di minestra e un alloggio, non a caso le loro donne sono sempre a caccia di uomini ricchi e potenti.
    I vaccini a mRNA sono un crimine contro l’umanità, alterano il DNA umano, un danno incalcolabile. In Russia, paese autoritario e dittatoriale, usavano un vaccino tradizionale proteico non un siero genico.
    È il colmo, ma la realtà è questa.
    Andrea