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L’inceneritore? Come una sacher per un diabetico o un obeso.
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Ma il vero inceneritore siamo noi! Una dipendenza da consumi e stili di vita devastanti. Togli la sacher, ma restano le patologie.
Incontro al Paganini sull’inceneritore. Il mio plauso a chi ha sostenuto economicamente l’iniziativa: “Farmacia dell’Annunziata”. Questo al di là del sì o del no, ma per aver permesso di organizzare un incontro pubblico documentato sul tema ambientale e sullo smaltimento rifiuti. Ancor più interessante sarebbe stato se vi fosse stato un confronto scientifico sulle tesi contrapposte. Nei Teatri e negli Auditorium si dovrebbero dibattere le scelte strategiche della polis circoscritte invece nelle segrete Giunte e nei ridicoli Consigli Amministrativi Provinciali e Comunali, una parodia democratica.
Le motivazioni di chi è contro l’inceneritore possono essere condivisibili e comunque dovrebbero esser prese in considerazione. Ma il vero inceneritore siamo noi! La nostra dipendenza da stili di vita e consumi devastanti!
Noi che ce ne freghiamo della fonte della vita; noi che trattiamo la natura senza riguardo pur essendone parte; noi che ce ne sbattiamo degli allevamenti intensivi, dei mattatoi; noi che facciamo finta di non sapere cosa avviene con la vivisezione; noi che consumiamo di tutto senza chiederci se è necessario, come è imballato, cosa ci sta dietro e dentro! Noi che deridiamo l’etica dei consumi, allettati dalle coreografiche vetrine, dalla libido dell’apparenza. Noi che abbiamo mitizzato alcol, fumo, droghe. Noi pronti ad assumere e strapagare ogni tipo di veleno… ad offrirlo per ospitalità!… non importa se nuoce. Noi disposti ad annullare ogni virgulto di talento, di ingegno, per la stupida ripetizione e il dopo lavoro! Noi pronti ora a fare le “barricate” contro una tecnologia che ripropone solo noi stessi. Perché non le facciamo per sconfiggere la nostra stupidità, i nostri comodi, le nostre ingiustizie? Perché non sappiamo fare le barricate contro chi abusa delle forme più deboli di vita? Perché non le ergiamo contro le devastazioni delle fazioni ideologiche?
Noi disumani che ci mostriamo umani quando è in gioco qualcosa che non rientra tra i nostri comodi e piaceri… eppur da questi è indotto. Ma come non c’è una pillola contro gli effetti da inceneritore? Eppure ci deve essere… ce n’è una per ogni tipo di esigenze?
L’inceneritore è quel che ci meritiamo. E’ l’anello mancante che completa il cerchio!… “Avanti con l’inceneritore per chiudere nel nostro territorio il ciclo dei rifiuti” dice anche il nostro illuminato Presidente Bernazzoli (PD), provenienza sindacale, intimo con il D.G. Cesare Azzali (UPI), nella sua lapalissiana visione!!
E’ la conseguenza del nostro ciclo mortifero. E’ la nostra immagine ingrandita di cosa siamo capaci di bruciare. E ci fa schifo!!… giustamente.
Come non ricordare Bosch che dipinge la nostra specie mostruosa: ecco l’umanità che strazia il giusto, ecco la specie delirante che nella sua abietta razionalità distrugge il mondo e massacra l’agnello di Dio. Che annienta l’umile, l’indifeso, l’ultimo. Bosch dipingeva la realtà nuda e cruda come la vedeva, e vedeva gli uomini nella loro forma originaria. Quelle creature mostruose non erano un prodotto dell’immaginazione del pittore fiammingo, ma la forma autentica dell’anima depravata, corrotta che è occultata dall’apparenza del corpo.
E’ triste infatti leggere nel documento distribuito dal Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse: “Salviamo il futuro della food valley”. La Food valley non esiste più!!… se mai è esistita. Ora è una delle aree più inquinate d’Europa!! E se c’è, il suo futuro, non è quello da voi descritto. La vocazione agroalimentare di Parma: “esporta nel mondo prodotti di eccellenza quali il Parmigiano-Reggiano, il Prosciutto, il Culatello…”
Vi rendete conto del controsenso? Di cosa anche voi proponete? Ma qualcuno ve lo ha detto che cosa generano questi prodotti? Le conseguenze di questa filiera della morte? Le implicazioni etiche? Che cosa producono sotto l’aspetto ambientale, sociale, economico, salutistico?
Occorre coerenza altrimenti l’inceneritore è solo l’ovvia conseguenza… Perché noi siamo gli inceneritori di vita, risorse e ricchezza!
Chi può non concordare con il principio di riutilizzo e riciclo? Nella decomposizione naturale? Nel divieto di prodotti non ecocompatibili o non biodegradabili? Perché non si vietano alla fonte anziché guardare l’infestante foce? Sono anni che me lo chiedo ma il legislatore sembra disattento! Qualche interesse di lobby, posti di lavoro?… Siamo tutti responsabili di ciò che non facciamo.
Il cambiamento di un sistema non è indolore. Il problema per il cambiamento sono gli occupati non i disoccupati! Sono loro che sostengono, anche inconsapevolmente, questo violento, nefasto e mortifero sistema. Disposti a tutto! Come gran parte degli imprenditori… per il profitto. Siffatto è il genere umano, si direbbe… predisposto a zombi… e questo è il mercato bellezza!!
Ma l’occupazione è dei luoghi non delle persone… non esiste!! Una categoria da prigionia psicologica. Semmai si è impegnati in qualcosa o con qualcuno. E se ci si impegna si cerca di dare sempre il meglio di sé. Esiste infatti l’esercizio del sé che in molti hanno dimenticato e tralasciato (ma non vi è nemmeno il contesto), per dedicarsi al niente! E così si perde la libertà della “vita autentica” e si diventa occupati da qualcosa o da qualcuno.
Ho visto la separazione manuale dei rifiuti della Vedelago. Chi è disposto, se non dei disperati, a sottoscrivere un contratto di lavoro per dieci anni su quei nastri di smaltimento rifiuti? O a fare il porta a porta? Qualcuno dei relatori? O si preferisce lasciare il posto a qualche extracomunitario… perché noi abbiamo altro da fare?
Io vorrei essere autosufficiente. Perché devo chiedere ad altri di fare ciò che io non vorrei fare?
Vorrei essere autonomo perché rientra nel mio ciclo vitale. Vorrei autodistruggere, per esempio, i miei resti biologici direttamente in casa attraverso il tritarifiuti con scarico direttamente in fogna. D’altra parte è solo una parte di ciò che non metabolizzo con la digestione ed espello con le mie scorie biologiche. Lo smaltimento sarebbe trasformato in fango primario e fango attivo negli impianti di depurazione biologici che esistono al termine di tutte le fognature, e inviato al digestore anaerobico per essere trasformato in biogas o al co-compostaggio con altre componenti per realizzare un compost di qualità. Perché questo da anni non viene preso in considerazione? Le fogne non reggerebbero? Aumentatele!! Così come avete rotto tutta la città per il teleriscaldamento.
L’inceneritore è l’ovvia conseguenza di un sistema che ha rotto con la decomposizione naturale, ma alimenta rifiuti. I rifiuti sono la nostra impronta storica dell’era industriale!! Così come gli Egizi lasciarono le Piramidi, noi lasceremo le Ecoballe!… e capannoni osceni!! E’ la civiltà del rifiuto!
Un critico d’arte chiese a Bacon: “Perché tanta violenza nei suoi quadri?”
Rispose: “Guardi la bistecca nel suo piatto!”
Paolo Ricci: “Bacon sembra dire nei suoi ritratti: ecco chi siete, natura incerta, piegata, piagata, contorta, senza fondamenta, intrisa di malevolenza ideologica. Natura sfuggevole, non definibile, uno sgorbio che nulla ha di apollineo o di ellenico. Esseri sgraziati, deformi che si manifestano nella loro disperata, precaria, finitezza. Niente di aulico o grandioso, ma scomposto agitarsi di corpi in un pulviscolo abbandonato negli spazi siderali, nel vuoto del silenzio di Dio, nel grembo di un incomprensibile mistero. Obbrobri appesi a croci o rivoltati su tavole, espressioni del sommo scandalo e dell’eterno abbandono”.
Eppure c’è un nuovo mondo collegato in rete, in fermento silente, che si sta formando sulla semplicità, responsabilità, conoscenze, sensibilità solidale… è la virata dai miti, dagli abusi, dalle ideologie. Ed è da qui che usciranno i nuovi indirizzi di convivenza.
Qualcuno può invece spiegarmi come mai, con questi geni della cosa pubblica, chi consuma solo frutta, vegetali, cerali e legumi, non possiede auto, si muove a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, usa prodotti ecocompatibili e biodegradabili, ha scelto una vita minimalista, non incentiva la spesa sanitaria con inutili farmaci, non si presta ai predatori di turno, sia deriso ed emarginato e venga pure vessato dalla comunità allo stesso modo di chi produce uno scempio? E’ questa la socialità?… l’égalité, la fraternité? Come non riconoscere la verità dipinta da Bosch e Bacon… e disperati ritrovarsi nell’urlo di Munch! (Parma, 25/09/2010)
Luigi Boschi








10 RAGIONI CONTRO GLI INCENERITORI (TERMOVALORIZZATORI per gli “amici”)
1) SI BASA SU UNA LOGICA PERVERSA
Perchè incenerire i rifiuti se sono una risorsa. I materiali riciclabili sono circa l’85% del totale dei rifiuti prodotti. Perché incen…erirli se sono una risorsa? Per il 15% di rifiuti restante è assolutamente antieconomico
costruire inceneritori (solo in Italia li chiamiamo termovalorizzatori) ed è comunque preferibile il trattamento
meccanico biologico (TMB).
2) INCREMENTA I RIFIUTI
Incenerire significa vanificare la raccolta differenziata dei materiali (carta, plastica, legno…) per il riciclaggio. O
si brucia o si ricicla. Inceneritore e raccolta differenziata riciclaggio sono due realtà che non possono convivere!
Ad esempio, al Comune di Brescia, non riescono ad andare oltre il 30% di raccolta differenziata perché
altrimenti il termovalorizzatore non avrebbe più rifiuti da bruciare!
3) GENERA LA NECESSITA’ DI ALTRE DISCARICHE
Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, un terzo diventa cenere che, come rifiuto tossico, ha bisogno di discariche
più costose di quelle usate per i rifiuti comuni. E le pericolosissime “ceneri di camino” è necessario spedirle in
Germania ( anche da Brescia! ), nelle miniere di salgemma.
4) NON CONVIENE
L’energia ricavata dalla combustione dei materiali riciclabili è molto inferiore a quella risparmiabile con il
loro recupero. Il costo per produrre 1 KWh mediante incenerimento è tra i più elevati tra tutte le possibili
fonti energetiche.. Inoltre l’UE stabilisce che i prodotti agricoli nel raggio di 15 Km dall’inceneritore non
possono avere il marchio Dop o Doc.
5) PERICOLI PER LA SALUTE
Durante la combustione dei rifiuti si liberano nell’aria diossine e furani, metalli pesanti, particolato, ecc. Ad
esempio Brescia ha l’aria più inquinata della Lombardia da PM10 e i bresciani hanno già nel sangue una
contaminazione da diossine superiore agli abitanti di Severo (fonte ASL Mantova). Infine gli inceneritori producono
pericolosissime “nano particelle” inorganiche potenzialmente cancerogene, tuttora non filtrabili con alcuna
tecnologia, che penetrano direttamente nel sangue e si depositano negli organi. In una comunicazione dell’ARPA
Piemonte (del 30/11/2007) sono stati riportati 10 studi su diverse aree italiane sede di inceneritori: in tutti si
dimostra l’aumento di tumori ed altre patologie.
Ebbene, non c’è nulla di più sbagliato nel ritenere un inceneritore “poco inquinante”: molti studi a riguardo,
come quello portato a termine dallo stesso Istituto Superiore di Sanità nel 2004, hanno evidenziato che nelle
zone attigue agli inceneritori aumentano gli effetti cancerogeni e vi è un significativo incremento di mortalità
causato da cancro al polmone, linfomi e neoplasie; ciò è causato dalle nanoparticelle prodotte dalla combustione
dei rifiuti che, essendo inferiori ai 2,5 micron non possono essere fermate da nessun filtro antiparticolato oggi esistente.
6) E’ DANNOSO AI BAMBINI
Uno studio realizzato già nel 2004 nella regione RhoneAlpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui
mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: +
20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51%
malformazione dei reni. Nel dicembre 2007 la diossina trovata in alcune partite di latte bresciano, destinato alla
centrale del latte, ha costretto a distruggerlo.
7) LO PAGHIAMO NOI
Costruire un inceneritore costa più di 300 milioni di Euro (circa 600 miliardi di Lire). Fa guadagnare solo chi lo
gestisce che usufruisce delle sovvenzioni dello Stato perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo
Cip6, destinato alle fonti “energetiche rinnovabili” (sole, acqua, vento…). Basta infatti ricordare che in Italia è
attualmente in vigore una Legge, unica in Europa e in palese contrasto con le direttive europee, che consente allo
Stato di sovvenzionare fortemente la produzione di energia attraverso l’incenerimento dei rifiuti, che essendo
alquanto costosa, se non fosse incentivata con danaro pubblico, non avrebbe mercato. I fondi del Cip6 rappresentano una cifra colossale, con cui si potrebbero finanziare i Comuni e le imprese per
incentivare il riciclaggio dei materiali e per avviare una raccolta differenziata di qualità.
8) E’ VECCHIO
L’inceneritore è un’invenzione di quarant’anni fa. I paesi più avanzati hanno smesso di costruirne di nuovi (a
causa dell’inquinamento ambientale, dei costi economici…).
In Europa si è passati da 405 inceneritori nel 1985 ai 300 di oggi. Solo l’Italia incentiva la costruzione di
inceneritori.
Nello stato di New York da oltre 20 anni non si costruiscono più inceneritori per rifiuti.
9) NON CREA OCCUPAZIONE
La scelta della tecnologia dell’incenerimento fa perdere posti di lavoro rispetto alla raccolta differenziata “porta
porta” ed al successivo riutilizzo dei materiali recuperati. Inoltre, danneggia fortemente l’economia agricola,
avvelenandone i prodotti coltivati nelle aree limitrofe.
Il termovalorizzatore di Brescia è costato 300 milioni di euro e ha creato solo poche decine di posti di lavoro!
10) E’ INGORDO
Per far funzionare l’inceneritore, non solo bisogna aumentare la produzione dei rifiuti da bruciare, scoraggiando la
raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo dei materiali, ma, dato che più l’impianto è grande e più crea profitto
al gestore, si incoraggia l’importazione dei rifiuti, ”regalando“ alla popolazione sempre più fumi e nanopolveri
(scorie pericolose). Ecco perchè la Germania accettava i rifiuti della Campania: semplicemente per far
funzionare i loro inceneritori che sono ormai da diverso tempo a rischio chiusura perchè gli enti locali
tedeschi stanno spingendo sulla raccolta differenziata spinta.
GirlsAgainst IncineratorinParma
Dove c’è l’inceneritore e facciamo finta di non saperlo ci sono il doppio di morti sospette e daltronde lo stoccaggio dei rifiuti tossici avviene senza che la maggioranza di noi sappia dove vadano a finire. oramai siamo bestialmente annichiliti dal poco rispetto di noi stessi e della natura.
Clelia