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SENZA CONOSCENZA

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La società industriale era una società di massa, caratterizzata da:
– grandi imprese e grandi amministrazioni pubbliche;
– catena di montaggio e produzione standardizzata di massa;
– mass media;
– conformismo dei modi di vita.
La società dell’informazione è invece una società di individui. Nei paesi occidentali la gente, e in particolare i giovani, vogliono fuggire dal conformismo e realizzare la propria individualità. Le nuove tecnologie vanno esattamente in questa direzione. Inoltre le forze produttive della tecnica dell’informazione possono essere sfruttate soltanto nell’ambito di un ordine sociale ed economico che si basa sul decentramento e sullo sviluppo della responsabilità del singolo. […] Le gerarchie stanno per essere eliminate, i livelli direzionali intermedi scompaiono. Al posto dell’organizzazione gerarchica si afferma l’ organizzazione in project teams. Si tratta di promuovere ovunque la forza creativa del singolo collaboratore e la sua disposizione ad assumere responsabilità. Liberation management, il management della libertà, è il titolo dell’ultimo libro del guru del management Tom Peters.[…]

La società dell’informazione è una «società con molte opzioni», una società che offre molte possibilità di scelta. Risponde così al bisogno vitale dell’uomo di oggi che desidera autorealizzarsi adottando uno stile di vita individuale. Con la società dell’informazione, l’umanità raggiunge un nuovo stadio di sviluppo della libertà.[…] La produzione di conoscenze tramite la ricerca e lo sviluppo, la loro distribuzione e la loro veloce trasformazione in nuovi prodotti e processi produttivi costituiscono oggi le fonti di ricchezza. Il simbolo dell’economia dell’informazione diventa il software, un puro prodotto della mente. Ovviamente i fattori produttivi dell’economia classica, l’agricoltura, il lavoro, il capitale, rimangono indispensabili. Ma oggi il fattore cruciale è l’informazione, la conoscenza. Chi le controlla, e cioè chi controlla la ricerca, la trasformazione in prodotti, il know-how della distribuzione, può «attirare» facilmente i tre classici fattori di produzione. Ciò significa che ad avere la supremazia nel mondo non è più chi possiede terra e risorse materiali ma chi detiene idee e tecnologie. L’ordine d’importanza dei paesi è determinato ora dal potere tecnologico e non più da quello militare, che si trova a dipendere dalla tecnica delle informazioni e da quella aerospaziale. Il Giappone, un gruppo di isole montuose situate ai confini del mondo, senza materie prime, con uno spazio abitabile non più grande del Benelux, si è elevato al rango di «superpotenza» economica. L’Unione Sovietica, invece, il continente più grande e più ricco di materie prime e di riserve energetiche del mondo, è finita in miseria ed è andata in pezzi.[…]
L’ Europa recupererà terreno rispetto al Giappone e all’America nella gara globale dell’alta tecnologia trasformando così il XXI secolo in un’era pacifica e atlantica.[…]
Gli europei hanno unificato i loro mercati solo perché l’Europa potesse diventare più facilmente una colonia tecnologica alla mercé delle imprese globali dell’America e del Giappone?

Konrad Seitz
"Europa: una colonia tecnologica?"

SOKRATES n°7 – 22 Maggio 1996