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LE CIFRE DELLA CATASTROFE AMBIENTALE

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(ANSA) Non c’e angolo del pianeta che nel giro di pochi decenni non sara’ sconvolto dalle conseguenze dell’effetto serra.

Questo il messaggio di fondo del rapporto sul clima che ci da’ la dimensione di cio’ che potrebbe accadere di qui a qualche anno in Europa e nel resto del mondo se non si invertira’ rotta sul fronte della riduzione dei gas inquinanti.

I Paesi piu’ a rischio e che per primi subiranno le conseguenze catastrofiche dell’effetto serra (gia’ in parte le subiscono) si trovano nei continenti piu’ caldi e piu’ poveri.

Si calcola che entro il 2080 in Africa ci saranno tra i 60 e i 90 milioni di ettari di zone aride in piu’, con conseguenze inimmaginabili sul fronte della carestia e della penuria d’acqua. Intere regioni dell’Asia saranno sommerse dalle acque, a causa di un innalzamento di un metro del livello del mare, e scompariranno le barriere coralline e i ghiacciai medio-piccoli del Tibet.

In America del Sud aumentera’ la siccita’ e in Amazzonia la savana prendera’ il posto della foresta. Ma e’ allarme rosso anche per i Paesi piu’ sviluppati.
In Europa, sempre entro il 2080, 2,5 milioni di persone saranno minacciate dall’innalzamento del livello dei mari; i piccoli ghiacciai scompariranno e quelli piu’ grandi si ridurranno di circa il 70%. L’America del Nord sara’ invece particolarmente flagellata dagli incendi che aumenteranno dal 10 al 30%. Nel complesso, entro il 2080 fino tra 1,1 e 3,2 miliardi di persone soffriranno la sete, e tra 200 e 600 milioni la fame.

Se la temperatura salira’ tra 1,5 e 2,5 gradi, saranno a rischio di estinzione tra il 20 e il 30% delle specie animali e vegetali.