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Quali città rischiano di scomparire entro il 2050

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Secondo il rapporto The Future We Don’t Want, oltre 570 città costiere e 800 milioni di abitanti sono a rischio a causa dell’innalzamento dei mari e della subsidenza. Da New Orleans a Jakarta, ecco chi rischia di finire sott’acqua.

Secondo il rapporto The Future We Don’t Want, oltre 570 città costiere e 800 milioni di abitanti sono a rischio a causa dell’innalzamento dei mari e della subsidenza. Da New Orleans a Jakarta, ecco chi rischia di finire sott’acqua.

Miami (Usa)

Né delta fluviali o bacini lacustri, ma rocce calcaree molto porose. Su questo terreno sorge la città più nota della Florida e ciò porta l’acqua marina a infiltrarsi nel sottosuolo, aggirando dighe e barriere. A questo si aggiunge l’innalzamento dell’oceano, che già causa allagamenti durante le alte maree. Per queste peculiarità, gli esperti considerano Miami uno dei casi di adattamento climatico più difficili da affrontare.

Città del Messico

Costruita sul bacino dell’antico lago Texcoco, la capitale messicana non teme il mare ma il terreno su cui poggia. L’estrazione massiccia di acqua dalle falde provoca infatti una subsidenza tra le più rapide del pianeta, con il suolo che si abbassa di circa 20-30 cm all’anno. Ciò comporta danni continui a strade e infrastrutture, rendendo complessa la vita di una megalopoli di 21 milioni di abitanti.

Alessandria (Egitto)

Fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C., Alessandria è una delle città più antiche del Mediterraneo. Oggi è minacciata dall’erosione costiera e dal riscaldamento globale, che causa l’intrusione di acqua salata nel delta del Nilo. Secondo diversi studi, dovrà abituarsi a convivere con ripetute inondazioni, che provocheranno danni rilevanti non soltanto all’agricoltura ma anche al prezioso patrimonio archeologico.

Bangkok (Thailandia)

Situata nel delta del fiume Chao Phraya, è costruita su terreni soffici e instabili. Molte zone della città si trovano a meno due metri circa sul livello del mare e gli studi prevedono un aumento delle inondazioni costiere nel corso dei prossimi decenni. Piogge monsoniche più intense e cambiamenti climatici rischiano di flagellare una metropoli che ospita oltre 10 milioni di persone.

Jakarta (Indonesia)

Sorta nel V secolo sul delta di 13 fiumi, negli ultimi anni è sprofondata di oltre quattro metri e oggi circa il 40% dell’area urbana è già sotto il livello del mare. Tale combinazione tra subsidenza e innalzamento degli oceani ha spinto il governo locale a investire 32 miliardi di dollari per costruire da zero una nuova capitale, Nusantara, nella giungla del Borneo, dove si sposteranno gradualmente tutte le attività.

Manila (Filippine)

Capitale di uno degli Stati più esposti al mondo a tifoni e inondazioni, anche Manila è alle prese con il doppio problema causato dalla subsidenza, generata dall’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, e dall’innalzamento delle acque marine. Alcune aree della metropoli si abbassano di circa due centimetri l’anno e, senza interventi radicali, potrebbero ritrovarsi sott’acqua entro la fine del secolo.

Ho Chi Minh City (Vietnam)

Cuore economico del Vietnam, sorge in una regione estremamente soggetta alle inondazioni, con circa il 40-45% dell’area urbana a meno di un metro sopra il livello del mare. Oltre all’innalzamento degli oceani, la città deve fare i conti con la subsidenza provocata dall’estrazione di acqua sotterranea, un effetto combinato che aumenta il rischio di allagamenti cronici in numerosi quartieri.

Venezia (Italia)

È probabilmente la città più famosa al mondo quando si parla di rischio climatico. La laguna della Serenissima si trova appena sopra il livello del mare e la città continua lentamente a sprofondare mentre gli oceani si innalzano. Il sistema di dighe mobili MOSE ha ridotto il rischio di inondazioni estreme, ma gli studiosi ritengono che nel lungo periodo saranno necessari ulteriori interventi di adattamento

Amsterdam (Paesi Bassi)

Costruita tra canali, polder e terreni bassissimi, Amsterdam è protetta da dighe, pompe e barriere che rendono i Paesi Bassi un modello mondiale di difesa dall’acqua. Ciò nonostante, il rischio resta concreto: secondo il Delta Programme olandese, entro il 2100 il livello del mare lungo le coste nazionali potrebbe salire anche oltre il metro, costringendo gli olandesi a ripensare le proprie difese per sopravvivere.

Fonte Link: focus.it