CINA: FREDDO E SOLITUDINE PER INIZIO ‘ANNO DEL TOPO’
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Beniamino Natale
(ansa.it) PECHINO – Alcuni milioni di cinesi passeranno al freddo e lontano dalle famiglie il Capodanno Lunare o "chunjie", la festa più popolare della Cina che segna anche l’inizio della primavera. Il servizio ferroviario è ripreso quasi totalmente e tutte le autostrade bloccate dalla neve e dall’ondata eccezionale di gelo delle ultime settimane sono state riaperte, tra cui quella che porta da Zhuhai, nel sud, a Pechino, un’arteria fondamentale per il traffico in una vasta parte del paese. Gli aeroporti sono riaperti in tutte le sette province più gravemente colpite ma numerosi voli sono stati annullati per la nebbia, mentre altri hanno fatto registrare gravi ritardi nelle città di Hangzhou, Nanchino e Nanchang. La situazione più grave è quella di Chenzhou, una città di quattro milioni di abitanti nella provincia dell’Hunan, che da 11 giorni è senza corrente elettrica e dove l’acqua scarseggia. Situazione analoga nella prefettura di Enshi nella provincia dell’Hubei, dove circa 150mila persone sono rimaste senza elettricità. Oltre 1,3 milioni di soldati e uomini delle forze paramilitari sono stati mobilitati dal governo di Pechino e combattono contro la neve ed il freddo quella che i giornali e la televisioni chiamano una "guerra", usando toni e fraseologie nazionalistiche. L’agenzia Nuova Cina ha annunciato oggi che 11 operai sono morti mentre stavano "lottando" per ripristinare le linee elettriche, distrutte dalle tormente o crollate sotto il peso del ghiaccio. L’esercito ha distribuito 28,66 tonnellate di candele nelle zone rimaste senza elettricità e, dove è stato necessario, ha usato i carri armati per sgombrare le strade invase dal ghiaccio. Drammatica rimane anche la situazione di buona parte dei 200 milioni di lavoratori immigrati, che hanno il loro unico periodo di vacanza in occasione del Capodanno. Nel Guangdong, la regione industrializzata del sud, oltre 12 milioni di immigrati hanno rinunciato al viaggio verso casa, allentando la pressione sulla stazione ferroviaria della capitale, Guangzhou, invasa nei giorni scorsi da una folla di centinaia di migliaia di persone. Le autorità locali affermano che tutti i 3,5 milioni di viaggiatori che avevano comprato dei biglietti sono riusciti a partire. Testimoni riferiscono che nella stazione ci sono ancora migliaia di persone. Un portavoce delle ferrovie ha affermato che oggi 350mila persone sono partite da Pechino e che il picco nel numero di viaggiatori verrà toccato probabilmente giovedì 7, il giorno di Capodanno. L’eccezionale ondata di maltempo, la peggiore degli ultimi 50 anni, si è abbattuta a partire dal 10 gennaio sulle regioni meridionali ed orientali della Cina, dove in genere l’inverno è relativamente mite. In tutto sono stati colpite 100 milioni di persone. Le vittime sono state almeno 60 e i danni si aggirano sui sei miliardi di euro. Critiche alla lentezza del governo a reagire sono comparse su alcune delle più popolari chat line di Internet. Nel tentativo di contenere i danni il primo ministro Wen Jiabao si è recato di persona nelle province più colpite, arrivando fino a visitare, presentando loro le sue scuse, le migliaia di immigrati ammassati nelle stazioni di Guangzhou e di Changsha, nell’Hunan. Parlando ieri ad una platea di dirigenti del Partito Comunista, Wen si è dichiarato sicuro che il paese "vincerà la guerra contro il freddo". Secondo il calendario tradizionale cinese, l’anno che inizia giovedì 7 febbraio è un anno del topo, considerato favorevole alle iniziative innovatrici.







