Home Argomenti Animali SAN ROCCO: IL CANILE LAGER DI BRESCIA

SAN ROCCO: IL CANILE LAGER DI BRESCIA

147
19
Link

Buongiorno Sig. Boschi, 

mi rivolgo a Lei avendo trovato il suo indirizzo e-mail  in un sito mentre cercavo notizie sul randagismo.

Non so se sto parlando con la persona giusta ma dopo anni e anni di volontariato in un canile della provincia di Brescia (esattamente dal 1982) ora non so più a chi rivolgermi.

Sono di Brescia e presto volontariato.

La struttura del Canile "San Rocco" di Calcinatello (Bs) è privata e gestita totalmente dalla Sig.ra Abeni Adelina che è anche proprietaria del terreno dove sorge la struttura stessa. Il canile ospita attualmente circa 500 cani e, a parte in uno spazio destinato a gattile, la signora ha una sessantina di gatti.

Perchè le scrivo?

Se Lei digita su google  "Canile di Calcinatello" e sorvola sul sito ufficiale dove tutto sembra rose e fiori, ci sono pagine e pagine della storia di questo canile, non ultima quella del sequestro effettuato nel febbraio 1999 (di cui Le invio copia in allegato)[1]  di cui io ed altri volontari  siamo responsabili.

Per arrivare al sequestro, abbiamo dovuto lottare contro Asl che non si è mai occupata della struttura, (a quel tempo nel canile erano presente circa 1000 cani randagi) e contro tutti quegli Enti preoposti che avrebbero dovuto garantire le condizioni sufficientemente vivibili  per  i tanti animali ricoverati nella struttura.

Dopo l’avvenuto sequestro, la Sig.ra Abeni è stata allontanata dal canile e noi tutti volontari ce ne siamo presi carico cercando aiuti presso altre Associazioni, verso privati tramite banchetti di raccolta fondi e divulgazione di materiale informativo.

Abbiamo promosso le adozioni degli ospiti del canile, quelle possibili,  abbiamo provveduto a curare gli animali sofferenti e sterilizzare le cagne presenti nella struttura.

La magistratura incaricata del sequestro ci aveva lasciato 2 anni di tempo per cercare un nuovo terreno da adibire a canile per trasferire i cani rimasti nella struttura. Naturalmente con le nostre finanze non ce l’abbiamo fatta e il canile è ritornato nelle mani della Abeni.

Le condizioni attuali del canile sono molto precarie ovvero le reti dei box stanno per crollare; i cani aumentano ogni giorno di numero; ci sono dei locali adibiti a degenza che sono in condizioni pessime dove la Abeni non ricovera i cani malati (come dovrebbe avvenire) ma chiude in queste piccole gabbie tutti i cani che arrivano per non mescolarli ad altri e questi cani non escono mai.

All’ingresso della struttura tra pane, scatolette, coperte pulite e sporche, sacchi dell’immondizia, mangime ecc. ci sono liberi una trentina di cani, grossi e piccoli, che convivono a fatica insieme litigando spesso e qualcuno fra loro di tanto in tanto paga con la vita.

La Abeni non fa  adozioni volentieri, nel senso che manda via spesso le persone, coppie o famiglie che siano, che vorrebbero entrare per poter scegliere un cane da adottare, adducendo che lei non ha tempo oppure che i cani che ci sono non sono adottabili.

Ora, io con la Sig.ra Abeni non ho un buon rapporto, soprattutto da quando ho partecipato al sequestro, ma quello di cui mi importa in assoluto è il benessere dei cani.  

Noi volontari ci siamo rivolti più volte alla Asl competente (sia di Brescia, dal Dr. Penocchio e dal Dr. Scarcella, sia quella di Montichiari nella persona del Dr. Cavagnini).

Tutte queste persone non si sono mai impegnate a fare nulla di nulla pur sapendo la situazione pessima  del canile (peraltro documentata da fotografie) dicendo che essendo un canile privato, non è compito loro provvedre al controllo della situazione.

A questo punto io chiedo se è possibile fare effettuare dei controlli a sorpresa nella struttura tramite NAS per verificare tutto ciò di cui ho scritto e vedere se in qualche modo è possibile migliorare le condizioni di vita dei cani.

La pregherei se potesse di rispondermi o di contattarmi direttamente.

Sono comunque in grado di inviarLe tutte le foto che rappresentano quello di cui Le ho scritto sopra.

Desidererei, visto i rapporti difficili con la Sig.ra Abeni, che Lei mi avvisasse prima di qualunque azione in merito al canile perchè l’ultima cosa che vorrei è essere allontanata dai miei meravigliosi cani, ne soffrirei troopo.

Sperando in una Sua cortese risposta, La saluto e La ringrazio per l’attenzione che mi ha dedicato.


[1] BRESCIA / Nei recinti 900 animali malati e malnutriti

Sotto sequestro il canile lager

BRESCIA / Nei recinti 900 animali malati e malnutriti. Sotto sequestro il canile lager

BRESCIA – Sequestrato il canile – lager di Calcinatello – a ridosso dell’ autostrada A4 e poco distante dal centro abitato di Calcinato – dove vivono novecento cani malati e malnutriti. Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore presso la pretura di Brescia, Maria Chiara Minazzato, dopo le numerose denunce per maltrattamento degli animali e le pessime condizioni igieniche della struttura, e’ stato eseguito ieri mattina dai carabinieri alle porte di Brescia, guidati dal maresciallo Antonio Colabella. I militari si sono avvalsi della collaborazione di venticinque volontari delle associazioni animaliste Leal, Lav, Adan, Lac e medici della Asl di Brescia, tutti muniti di guanti, mascherine e sacchi di plastica ai piedi per motivi igienici. Per l’ intera mattinata, hanno lavorato fra feci, resti di cibo avariato, rinvenendo anche una fossa comune con decine di resti di animali. "Un sequestro di tale portata – hanno sottolineato il veterinario Mauro Cervia e il giornalista televisivo Emilio Nessi, che ha scoperto il canile – lager – non era mai avvenuto in Italia". La Pretura ha anche affidato la custodia giudiziaria del canile a Edda Bertuetti Riccarando, presidente dell’ Associazione difesa degli animali e natura (Adan) che, in collaborazione con i volontari, provvedera’ alla cura dei cani e alla pulizia della struttura, di proprieta’ di Adelina Abeni, denunciata piu’ volte dagli animalisti e da Emilio Nessi per maltrattamento degli animali. Sorto nel 1985, il canile San Rocco era stato autorizzato dal Comune di Calcinato per ospitare 180 animali. Complici l’ incuria e l’ abbandono di molti proprietari scriteriati, nel ‘ 90 gli ospiti erano gia’ saliti a cinquecento, nel 1997 erano piu’ di mille. Con il continuo aumentare del numero dei cani, sono progressivamente scattate anche le denunce alla magistratura e le ordinanze di sgombero, sempre respinte dalla proprietaria fino all’ intervento di ieri mattina dei carabinieri.

Cassamali Carlo

Pagina 51 – (26 febbraio 1999) – Corriere della Sera

 

La Toscanini

19 Commenti

  1. Caro Luigi,
    ho chiesto notizie a un mio amico dell’ ENPA di BS che è a conoscenza
    della situazione e  mi ha riferito che  per anni  anche questa sezione ha
    inutilmente battuto le strade legali percorribili, senza ragiungere alcun
    risultato, per cambiare la situazione. Nei prossimi giorni la presidente
    mi fornirà, comunque, ulteriori informazioni che ti farò avere.
    Consiglierei all’autore della accorata lettera di mettersi in contatto con l’ENPA di BS.

    Lella Gialdi
    ENPA PARMA