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Una firma per salvare aquile e lupi

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Margherita D’Amico

Ancora pochi giorni per firmare l’importante appello promosso da cento associazioni europee a difesa delle direttive comunitarie Uccelli e Habitat, a rischio di modifica. Da noi, la Lipu-Birdlife Italia ha già raccolto da sola più di 40mila delle 500mila firme prefisse come traguardo, per sottolineare il dissenso popolare rispetto a eventuali rimaneggiamenti normativi.

Grazie alle direttive europee che proteggono habitat e fauna selvatica si è assistito al ritorno di molte specie nel nostro Continente, ma occorre rafforzare le normative perché la biodiversità continua a essere in calo

Alla campagna Allarme Natura hanno aderito anche personaggi popolari quali Fiorello, Geppi Cucciari, Gianni Morandi, Pif, Nek, Neri Marcorè, Fiorella Mannoia, Cattelan, schierati per evitare che, con il pretesto di revisionare le direttive su sollecitazione di confindustrie del centro e nord Europa e delle varie consorterie venatorie, la Commissione europea indebolisca queste leggi a protezione della biodiversità assumendo provvedimenti indesiderabili. Sparare a orsi e lupi, perseguitare i grandi rapaci, distruggere alberi, foreste e ambienti naturali in favore delle più diverse speculazioni, sarebbero concessioni tanto gravi quanto prevedibili, laddove non si scoraggi per tempo una simile tentazione.

“Tutte le leggi degli stati europei a tutela della natura dipendono da due grandi direttive comunitarie: la direttive Uccelli (1979), che abbraccia tutti i volatili selvatici, e la direttiva Habitat (1992), che riguarda gli ambienti naturali, e ogni altra specie, vedi mammiferi, insetti, rettili” spiega Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu.

Manomettere le direttive europee Uccelli e Habitat comporterebbe gravi rischi per molte specie selvatiche

“Il processo di revisione della normativa si chiama Fitness check, dovrebbe consistere nel check up sullo stato di salute delle direttive europee. Si svolge in quattro fasi, e la seconda, quella in atto, prevede una consultazione popolare. Di qui la necessità di una significativa adesione per sottolineare che direttive e protezione della natura comunitaria devono rimanere intatte”.

Anzi, occorre migliorarle. Un recente report di BirdLife e Lipu prende atto dei buoni risultati conseguiti grazie all’applicazione delle direttive e al contempo lancia l’allarme sull’inesorabile declino di tante specie, rimediabile solo rafforzando le leggi esistenti e promuovendo politiche e impegno a favore della conservazione della vita selvatica.

“Una valutazione approfondita dei progressi effettuati nei primi cinque anni di implementazione della Strategia dell’Unione europea per la biodiversità fino al 2020 ha rivelato che molte specie sono tornate a popolare gli stati membri, anche dopo secoli di assenza, e molte altre popolazioni sono aumentate in modo spettacolare” dicono dalla Lipu. “Bisonte europeo, gobbo rugginoso e castoro europeo si valuta un incremento di 30 volte. In media, fra le specie analizzate, dal 1950 la distribuzione dei mammiferi è aumentata del 30%, mentre fra i volatili, in Grecia, si è ripreso il pellicano riccio”.

Ma in Italia, dove il rispetto dell’applicazione delle direttive Uccelli e Habitat è scarso, “79% delle specie e il 66% degli habitat in stato di conservazione sfavorevole risulta ancora in declino” senza che la tendenza risparmi gli ambienti marini.

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Fonte Link: http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2015/07/21/una-firma-per-salvare-aquile-e-lupi/