RCS: CDA VENDE DADA.NET. CONFRONTO VERO RINVIATO A PATTO DEL 16 e al CONSIGLIO DEL LEONE DEL 23
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Dati preliminari per il 2010: il margine operativo lordo è stato di 197,8 milioni, in netta crescita rispetto ai 35,7 milioni del 2009 in cui però gli oneri straordinari erano stati pari a 97,3 milioni. I ricavi sono cresciuti del 2,2% a 2.255 milioni, con un indebitamento netto per 971 milioni e migliorato di 86 milioni rispetto al 2009
di Sabina Rosset
(ANSA) – Milano, 11 febbraio 2011. Primo Cda di Rcs dopo le incursioni di Diego Della Valle sulla vita del gruppo editoriale. Temi sui quali c’è stato oggi un giro di tavolo, anche se per il vero confronto tra i soci si dovrà probabilmente attendere la riunione del patto del prossimo 16 febbraio o quella del 23 del Cda di Generali. La società intanto ha completato le valutazioni su Dada decidendo di non procedere con una cessione. La controllata venderà invece l’unità Dada.net, in cui accorpa le attività nelle comunità virtuali e nell’intrattenimento, e una trattativa esclusiva è stata già avviata con Buongiorno. A cessione completata l’internet company fiorentina verrà in pratica dimezzata, per concentrarsi sui servizi alle aziende nella registrazione dei domini e la pubblicità online.
L’appuntamento al consiglio di amministrazione di Rcs sui dati preliminari era piuttosto atteso, proprio per via delle uscite di Della Valle delle ultime settimane sull’attitudine a suo dire di alcuni a gestire la società in una logica di schieramenti e del passato. Il riferimento, aveva chiarito, era non tanto al presidente Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli quanto al numero uno Generali Cesare Geronzi. Il Cda Rcs di oggi è però durato solo due ore e mezza, nel corso delle quali sono stati approvati i risultati preliminari del 2010 e si sono esaminate nel dettaglio anche le informazioni relative in arrivo dalla controllata Dada, escludendo quindi per ora di cedere l’intera quota nella società. Anzi, con la separazione dal fondatore e presidente di Dada Paolo Barberis (gli subentra Alberto Bianchi) Rcs ne acquista le quote per 5,6 milioni di euro e sale dal 50,74% al 54,63% del capitale della società. Il dibattito sulle questioni di più recente attualità non è mancato in consiglio, con Della Valle che ha voluto spiegare le ragioni delle sue uscite pubbliche dei giorni scorsi, tenendo il punto sul dovere del consiglio di rivendicare la sua centralità e il diritto dei consiglieri di essere informati sulle decisioni che vengono prese. Qualcuno dei consiglieri ha poi riferito di parole accese ed «espressioni colorite» dell’imprenditore marchigiano, sulla falsa riga delle polemiche già sollevate negli ultimi giorni. Della Valle, hanno segnalato alcuni, avrebbe tra l’altro detto di apprendere solo dai giornali di decisioni già prese in Rcs e delle quali come consigliere non sarebbe neppure stato informato. L’imprenditore marchigiano non ha però confermato queste ricostruzioni, ribadendo anzi grande stima per il management della società. Ha fatto sapere tuttavia di voler attendere che il confronto si sviluppi nelle sedi opportune, all’interno del patto di sindacato Rcs del 16, per quel che riguarda i grandi soci del Corriere, e al prossimo consiglio di Generali del 23 febbraio per quel che riguarda la richiesta al Leone di vendere la quota nel gruppo di via Rizzoli, avanzata in qualità di consigliere indipendente. Rcs, intanto, ha chiarito di voler rafforzare lo sviluppo delle attività multimediali, anche attraverso gli investimenti in tecnologie e nuove competenze. In questa direzione va il piano strategico 2011-2013 approvato a dicembre. Coerenti con le cifre esaminate per approntare le nuove linee, sono apparsi anche i dati preliminari per il 2010 annunciati oggi. Il margine operativo lordo è stato di 197,8 milioni, in netta crescita rispetto ai 35,7 milioni del 2009 in cui però gli oneri straordinari erano stati pari a 97,3 milioni. I ricavi sono cresciuti del 2,2% a 2.255 milioni, con un indebitamento netto per 971 milioni e migliorato di 86 milioni rispetto al 2009. Al consiglio di amministrazione di oggi non si è notata la presenza in persona dei rappresentanti Fiat, innanzitutto del presidente John Elkann. Il vero assente, a causa di una momentanea indisposizione, è stato però Giuseppe Rotelli, l’azionista fuori patto di Rcs (ha l’11% dei diritti di voto), che aveva fatto il suo esordio in consiglio solo nell’ultima riunione, a dicembre. (ANSA).







