AL SERVIZIO DI QUALE RE GAGLIOFFO?
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Non ci sono più classi, non più ideologie forti e nette,
trancianti e dirimenti.
Fallite le rivoluzioni, le ansie di riscatto e le palingenesi,
le ottocentesche passioni civili mobilitanti;
intercettata in esclusiva la lotta alla povertà dal volontariato del 5%,
e dal marketing nobile di una sospetta e sudaticcia filantropia, sono rimaste le moltitudini in transumanza e gli sperduti e isolati individui che le compongono:
e i poteri forti, quelli tosti e veri, le lotte cruente per imporli,
la contesa per l’accaparramento di risorse strategiche
sempre più limitate e preziose.
In questa guerra per bande di poteri e potentati,
i politici sono sempre meno
di destra o di sinistra, ideologico-valoriali,
sempre più capitani di ventura professionali.
A soccorso della forza, manipolano consenso.
A inceppare questa guerra che ha per meta
il comando sulle risorse strategiche, unico baluardo
in grado di opporsi con qualche successo
è una azione pubblica e conclamata
a difesa della sacra universalità dei beni comuni,
azione armata del solo consenso di massa,
attraverso la pratica quotidiana
di una crescente democrazia partecipata.
I beni comuni e un loro libero e universale accesso
come obiettivo vitale irrinunciabile;
la democrazia partecipata come metodo di lotta;
comitati di mobilitazione e propulsione,
luogo per luogo, iniziativa su iniziativa, lotta su lotta,
la loro forma organizzativa funzionale.
Contro, caotico e immane, c’è il disordine apicale e globalizzato
della guerra, la politica professionale come suo braccio operativo,
i poteri forti delle multinazionali arroccati nelle loro casamatte
a dirigere la sarabanda, a istigare la mattanza.
Sono tornati a trionfare il drago e il leviatano,
i medievali capitani di ventura al loro soldo,
la necessità, per sopravvivere, di un ferreo e pacifico contrasto.
Comiso, Scanzano Ionico, Valle di Susa, Vicenza, Aviano,
e dovunque si concretizzi democrazia di popolo partecipata e attiva
a difesa dei bei comuni: acqua gratuita e pulita, suolo libero e vivente,
aria respirabile, energia non inquinante e non speculativa,
salute vera, lavoro stabile e sicuro, saperi e conoscenza liberamente circolanti,
benessere umano e animale, bellezza naturale diffusa, convivenza pacifica.
Etica ed estetica, la forma politica necessaria dei nostri giorni duri,
si forgia in questi cantieri, con questi linguaggi.
Gian Carlo Marchesini







