Memoria del Novecento, in Emilia-Romagna è legge
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Nel 2004 presentai il progetto: Parmavideosapere, testimoni del ‘900. L’obiettivo era quello di realizzare una memoria storica video digitale attraverso interviste ai testimoni del novecento e la costituzione di un sistema archivio video digitale di valore storico del nostro territorio, oggi inesistente, su tutta la Provincia di Parma. L’allora Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli (PD) non lo ritenne di interesse e negò l’appoggio istituzionale. Non solo inviò a me la sua risposta negativa, ma la trasmise pure a tutti i soggetti che avevo informato e si erano dichiarati interessati a sosterlo economicamente. Alla Provincia si richiedeva infatti l’appoggio istituzionale. Risposi all’allora Presidente Bernazzoli con questa lettera (Link). Nonostante il torto subito e ora ancor più evidente, non lo avversai nella sua campagna elettorale a candidato Sindaco di Parma. E lui stesso, in un incontro personale, me lo riconobbe prima di lasciare la Presidenza della Provincia. Così dopo Digitalcity che anticipava il futuro della città digitale, boicottato dal Comune e dalle istituzioni pubbliche, e Parmavideosapere che viene oggi addirittura riconosciuto e sostenuto con apposita legge Regionale. Anche questo socialbog, oggi sotto sequestro con ordinanza del giudice Gennaro Mastroberardino (Procura di Parma Link), è parte della storia del ‘900, seppur presente online dai primi del terzo millennio. Alla fine dello scorso millennio numerose sono state infatti le iniziative proposte e boicottate o non prese nella edeguata considerazione per la stupidità e miopia di una classe negligente colpevole che ha sottratto il futuro a tutta la collettività e creato al sottoscritto e alla sua famiglia un grave danno economico e esistenziale. A questi ora si accomuna la Procura che vorrebbe togliere di mezzo questo giornale online reo di aver avuto l’ardire di scrivere la verità con il diritto di cronaca e la libertà di satira. LB
Il progetto di legge regionale sulla Memoria del Novecento in Emilia-Romagna è stata varata dalla Giunta presieduta da Stefano Bonaccini riunita il 14 dicembre 2015 a Modena.
Il Progetto di legge regionale “Memoria del Novecento – Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia-Romagna” si propone, in armonia con le leggi statali, di riconoscere la memoria dei fatti avvenuti nel territorio regionale, determinanti per l’assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana, che hanno segnato la storia nazionale e locale nel corso del Novecento.
La Regione con questa legge mira a promuovere e sostenere interventi mirati a mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare la memoria dei fatti e degli avvenimenti per le generazioni attuali e future.
E intende farlo in primo luogo promuovendo la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e politico dell’antifascismo e della Resistenza, che riconosce come valori fondamentali dell’ordinamento costituzionale dello Stato e della Regione. Quindi questa legge vuole valorizzare la memoria dei “Giusti fra le Nazioni”, i non ebrei che abbiano agito in modo eroico per salvare la vita anche di un solo ebreo, per il valore eccezionale del loro operato nell’opporsi, in particolare in Emilia-Romagna, a ogni tentativo di genocidio e crimine contro l’umanità.
Per far ciò si vogliono incentivare la conservazione del patrimonio documentario e le attività mirate a mantenere vivo il ricordo di fatti, avvenimenti e persone che abbiano fortemente contrassegnato la storia italiana del Novecento, con particolare riferimento alle grandi guerre, all’emigrazione emiliano-romagnola nel mondo, al colonialismo, all’avvento e caduta della dittatura fascista, alla Resistenza e alla Liberazione, alla deportazione e allo sterminio nei campi di concentramento nazisti e fascisti, all’esodo giuliano-dalmata-istriano, alla discussione e approvazione della Costituzione, al terrorismo e alle stragi.
Infine, la Regione riconosce in particolare il ruolo e l’attività svolta in questo ambito dagliistituti storici presenti sul territorio regionale associati alla rete dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, le Istituzioni culturali che a vario titolo sovrintendono ai luoghi della memoria, le Associazioni partigiane, combattentistiche e reducistiche.
In tal senso la Regione intende favorire infine il coordinamento degli interventi promossi dai diversi soggetti, pubblici e privati, che operano in tale ambito, promuovendo la creazione e il rafforzamento di reti e di aggregazioni fra le associazioni, le fondazioni e gli istituti che operano nel campo della memoria.







