L’economia russa è duramente colpita. Un importante partner del Cremlino si piega alle sanzioni occidentali
| Getting your Trinity Audio player ready... |
Ilena D’Errico
Le sanzioni occidentali colpiscono ancora. Anche i partner del Cremlino devono piegarsi, colpendo sempre di più l’economia russa.
L’economia della Russia sta subendo duramente le sanzioni internazionali, già logorata dal conflitto in Ucraina che tuttavia non intende abbandonare. Tra il nuovo pacchetto Ue e le dure parole di Trump si prospettano momenti ancora più difficili per il Cremlino, che comincia ad accusare il colpo anche da vicino. Secondo quanto riferito dalle testate russe, anche l’Oman ha dovuto piegarsi alle sanzioni occidentali, costringendo le banche a intensificare le misure di sicurezza per le operazioni che riguardano clienti russi o con “legami evidenti” con Mosca.
Pur essendo un importante partner della Russia, il Sultanato di Oman non può ignorare le misure internazionali, una pressione che le banche nazionali non sono pronte a sopportare. D’altronde, episodi simili sono stati segnalati anche in India e in Cina, a dimostrazione dell’impatto sempre più esteso delle restrizioni. L’assedio economico è reale e va oltre gli ottimi legami tra gli Stati.
Anche le banche dell’Onan si piegano alle sanzioni occidentali
Secondo il quotidiano russo Vedomosti (Ведомости) le aziende russe sono alle prese con difficoltà crescenti nelle transazioni internazionali. Negli ultimi tempi, il problema si è esteso al trasferimento di fondi tramite le banche con sede in Oman, creando parecchi disagi alle aziende. Gli istituti di credito hanno infatti dovuto inasprire le misure di sicurezza e aumentare la vigilanza di alcune operazioni, ponendo sotto stretto controllo tutte le transazioni che riguardano la Russia. Come diretta conseguenza, le società russe faticano ad aprire nuovi conti e subiscono pesanti ritardi nel compimento delle operazioni e dei trasferimenti.
Una difficoltà che riguarda direttamente le aziende russe ma anche coloro che hanno “evidenti legami” con la Federazione. Per esempio, transazioni che prima venivano completate in un giorno lavorativo ora ne richiedono anche cinque, senza alcuna spiegazione ufficiale. Pare, tuttavia, che il quotidiano russo abbia ricevuto conferma da fonti interne che il problema è legato alle sanzioni statunitensi.
Ovviamente, non c’è alcuna conferma diretta, ma è evidente che le sanzioni internazionali stanno ponendo le banche davanti a sfide sempre più dure. Ciò riguarda in particolare la banca omanita Sohar International, che sembrerebbe aver rallentato volontariamente queste operazioni senza fornire alcuna spiegazione alla clientela. 29 Luglio 2025
Fonte Link: money.it







