L’ex cancelliere tedesco Schröder, da sempre amico del Cremlino
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Tonia Mastrobuoni
Il presidente russo Vladimir Putin ha indicato lui come negoziatore “preferito” per negoziati con l’Europa. Fu l’architetto, quando era cancelliere, del più controverso progetto energetico europeo, il gasdotto russo-tedesco Nordstream
BERLINO – «Come negoziatore preferirei Schröder»: in Germania la frase di Putin non avrà meravigliato nessuno. Da anni la Bild propone di non chiamarlo neanche più “ex cancelliere”, tanta l’indignazione per la parabola triste di uno più talentuosi politici socialdemocratici del dopoguerra. Fu l’architetto, quando era cancelliere, del più controverso progetto energetico europeo, il gasdotto russo-tedesco Nordstream, poi feroce lobbista del suo raddoppio, Nordstream 2, quando alla guida della Germania era arrivata già Angela Merkel.
Nel frattempo, dopo l’addio alla politica nel 2005, Schröder era divenuto consigliere dei maggiori colossi energetici del Cremlino, e si faceva fotografare raggiante accanto a Putin. Era diventato suo fiero luogotente e instancabile difensore in Europa – il suo vassallo, scrivevano i detrattori. E poi ci fu un suo strano viaggio a Mosca dopo lo scoppiare della guerra in Ucraina nel 2022, con la moglie che si fece immortalare in preghiera con la Piazza rossa sullo sfondo, come una madonnina coreana. Lui disse di essere partito per mediare, per la pace. Ma non si é mai saputo nulla di quella strana missione, palesemente fallita.
Il suo partito, la Spd, ufficialmente lo evitava, aveva cercato persino di cacciarlo. Eppure, il suo carisma e la svolta “riformista” che aveva impresso al partito avevano creato un’intera genia di socialdemocratici talentuosi e influenti – anche l’attuale vicecancelliere Klingbeil viene dalla sua scuderia.
Tanti oggi pensano che Schröder abbia distrutto la Spd con le incisive riforme del welfare della famosa “Agenda 2010” che fecero però ripartire l’economia tedesca (e fu Merkel a beneficiarne, soprattutto). Lui rivendicò sempre di aver pensato prima al Paese, poi al partito. Così come fu coraggioso, unico in Europa insieme a Chirac, a dire di no alla guerra in Iraq di George W Bush nel 2003. Ma poi quel coraggio svanì, e dopo l’addio alla cancelleria, Schröder sembra essersi dimenticato sia del partito, sia del Paese, sia dello straordinario cancelliere che era stato. 10 Maggio 2026
Fonte Link: repubblica.it







