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Se la cucina presenta un cibo di buona qualità, mi permetto di esprimere un certo dissenso sulla tipologia alimentare proposta. Quale senso possono avere il prosciutto cotto, i salumi, le carni, lo stracchino, i formaggini, i condimenti con grassi animali, nella dieta quotidiana degli ospedali? Ne trae giovamento il malato? Sono necessari? Chi ne usufruisce economicamente a dispetto della salute collettiva? Al degente, almeno in quel periodo di cure, non potrebbe essere proposta una dieta vegetariana, salutista? Non potrebbe essere questa la norma, derogabile solo per particolari esigenze? Se esigenze ve ne possono essere! Sorprende comunque l’insensibilità e la disinformazione negli operatori. Cosa aspettano il Ministero della Salute, gli Assessorati Regionali, i Direttori generali Ausl e Ospedalieri ad intervenire? Se l’OMS e la ricerca scientifica, sconsigliano una nutrizione con alimenti di derivazione animale, perché proprio negli ospedali, luoghi deputati alla salute pubblica, si deve assistere a questa contraddizione quotidianamente? Vorrei ricordare che Parma, sede dell’Authority alimentare, del prosciutto, dei salumi, del latte, del formaggio ecc, sembra sia la città col più elevato numero di tumori al colon. Dovuto forse alla malformazione genetica territoriale e alla predisposizione del DNA familiare? (Parma, 22 aprile 2005)
Luigi Boschi




