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La contaminazione: un metodo illegale tra i più rapidi ed efficaci per imporre gli Ogm

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Mentre a Bruxelles la Commissione Europea allenta i freni sulle autorizzazioni alle colture transgeniche col pretesto che i singoli Stati membri potranno vietarne l’adozione sul territorio nazionale, l’Italia, Stato in cui:

 
·     la grande maggioranza dei cittadini è contraria agli Ogm
·     l’apertura agli Ogm può causare la perdita di un patrimonio culturale di rilievo legato ai prodotti alimentari di qualità
·     il decreto legislativo n°212, 24 aprile 2001, impone che la semina di piante geneticamente modificate sia soggetta a specifica autorizzazione (pena l’arresto fino a 6 mesi e la multa fino a € 51.700)
·     il recente decreto firmato congiuntamente dal
Ministro delle Politiche Agricole
dal Ministro dell’Ambiente
dal Ministro della Salute
dalle Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto
vieta la coltivazione del mais MON810
 
è assoggettata ai potentati biotech – che da sempre hanno promosso gli Ogm perché coperti dai loro brevetti – con l’ennesima azione illegale. Si tratta della semina di un campo di mais MON810, i cui danni per la salute sono stati dimostrati e che è stato vietato in numeorsi Stati europei. Il Procuratore della Repubblica di Pordenone, benché avvisato da numerosi interventi e appelli, in particolare di Greenpeace e della "Task Force per un’Italia libera da Ogm", non ha saputo intervenire in tempo utile per bloccare la contaminazione.
 
Ciò avviene mentre all’Alta Corte d’Appello dell’Ufficio Europeo dei Brevetti è in corso un lungo dibattito che riguarda un numero sempre crescente di richieste di brevetto su piante e animali non geneticamente modificati – ovvero su coltivazioni e allevamenti che usano metodi tradizionali – alcuni dei quali sono stati già rilasciati.
 
L’attentato all’integrità del nostro patrimonio genetico e alla tutela dei diritti di agricoltori e  allevatori assume carattere sempre più multiforme e aggressivo.
 
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella ai Ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente, della Salute e della Giustizia affinché questi processi irreversibili non siano attuati.
 
Affinché i campi illegalmente coltivati con il MON810 siano immediatamente distrutti.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it <equivita@equivita.it>
Sito internet: www.equivita.org <http://www.equivita.org