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L’annuario dell’opera italiana

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Venditore di almanacchi

DIALOGO DI UN VENDITORE D’ANNUARI DELL’OPERA E DI UN PASSEGGERE

di Enrico Votio del Refettiero 

Venditore. Annuari dell’Opera, annuari nuovi! Bisognano, signore, annuari?
Passegere. Annuari per l’anno nuovo?
Venditore. Sì signore.
Passegere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo per l’Opera in Italia?
Venditore. Oh illustrissimo sì, certo.
Passegere. Come quest’anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passegere. Ma come qual altro? Non vi piacerebbe che l’anno novo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passegere. Quanti anni novi sono passati da che voi vendete codesti almanacchi?
Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passegere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passegere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passegere. E pure l’Italia è la patria dell’opera. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.

Passegere. E allora perché dite che questi 20 anni non sono stati felici?
Venditore. Eh, caro signore, nulla è stato fatto di quello che era stato promesso. Sono 20 anni che sento parlare di una riforma che debba risolvere alla radice il problema dei teatri lirici italiani ma mi pare che fino a questo momento abbiano fatto solo pasticci!
Passegere. Ma come, 20 anni e nessuna riforma?
Venditore. Ah, se è per questo, di “riforme” ne hanno fatte fin troppe! La prima la fece niente meno che Walter Veltroni, quello di cui oggi si parla come possibile Presidente della Repubblica!
Passegere. Accidenti, ma quello è un pezzo da novanta! E’ stato Vice Presidente del Consiglio e poi anche Segretario del Partito … come si chiamava… PSD, DS, PD… hanno cambiato talmente tanti nomi… Ma insomma, quello lì?
Venditore. Si proprio quello lì:  a un certo punto, dopo l’abolizione del Ministero dopo il referendum popolare (uno dei tragici errori di valutazione di Mario Segni) si trovò in mano tutto il Dipartimento dello Spettacolo e allora decise di mettere le mani sulla riforma dello spettacolo dal vivo in Italia e in particolare dei teatri dell’opera in Italia… Si fece aiutare da un bravo leguleio, un tal Oberdan Forlenza, che poi sarebbe diventato Presidente del Teatro di Roma e oggi è approdato nientemento che alla segreteria generale del Consiglio di Stato. Alla fine però fecero un mezzo pasticcio, dato che lo spirito della trasformazione da Enti Lirici a Fondazioni Lirico-Sinfoniche in effetti si è realizzato in positivo solo per pochissimi, forse solo per la Scala, per gli altri ha solo portato guai!
Passegere. In che senso?
Venditore. Beh, Veltroni voleva che i privati entrassero nella partita e sganciassero soldi per far funzionare i teatri (che costavano un sacco di soldi pubblici allo Stato) però alla fine non è successo.
Passegere. Ovvero?
Venditore. Lo Stato ha continuato ad essere l’unico – o quasi – finanziatore dei teatri d’opera, che nel frattempo si sono trasformati in Fondazioni di Diritto Privato, quindi molto meno controllabili da parte dello Stato, insomma più liberi di spendere e far debiti.
Passegere. Come è possibile, se i soldi sono sempre quelli dello Stato, chi controlla?
Venditore. Appunto. Questo è il fatto. Una volta c’era la Corte dei Conti, poi con la scusa che si tratta di Fondazioni di Diritto Privato alla Corte dei Conti hanno chiuso la porta in faccia, così che l’ultima relazione disponibile risale al 2010, poi ci sono solo i bilanci, per coloro che li rendono disponibili (amministrazione trasparente)… Insomma, nebbia fitta!
Passegere. Ma nessuno si è lamentato?
Venditore. L’allora Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, lo fece, disse pure: “Se chiudete la porta in faccia alla Magistratura Contabile, arriverà quella Penale…” Ed è quello che è accaduto in tanti settori della vita pubblica italiana: guardate i partiti, si sono trasformati in Fondazioni ed arrivato Lusi…
Passegere. Dunque, dopo Veltroni che altro è successo?
Venditore. Che i teatri dell’opera hanno cominciato a macinare debiti, oggi si parla di un “buco” di oltre 300 milioni di Euro, ma nessuno esattamente osa dire quale sia la cifra reale…
Passegere. Oddio, e come fanno ad andare avanti con tanti debiti?
Venditore. Fanno, fanno: all’Italiana… Ma intanto è successo un fatto nuovo e le banche – che prima anticipavano sempre i soldi su richiesta della politica locale – sono sono più disponibili a farlo; anche loro cominciano ad avere problemi con i parametri di Basilea II e III, che richiede alle banche di avere garanzie per i soldi prestati.
Passegere. Ma allora, ripeto, come fanno i teatri ad andare avanti?
Venditore. Ora quasi non fanno più: intanto sono diventati i peggiori pagatori del mondo… Pensi che l’Orchestra Sinfonica Siciliana sta pagando gli artisti per i concerti della fine del 2012, non oso immaginare i fornitori… Il Teatro Lirico di Cagliari paga a due anni, quando paga … il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro Carlo Felice non parliamone nemmeno, e gli altri sono nella stessa situazione!
Passegere. Non ci credo, mi dicono tutti che il Teatro La Fenice e il Teatro Regio di Torino sono serissimi!
Venditore. E’ vero, ma attenzione: la Fenice è ormai un teatro per turisti, che pagano i loro biglietti cari e quindi le casse sono sempre abbastanza piene di danaro fresco… Il Teatro Regio di Torino ha invece raggiunto gli altri nell’infelice pratica di pagare in ritardo. D’altra parte, se il Comune di Torino invece dei contributi promessi gli assegna immobili (e per tre anni di fila), come fanno quelli a pagare?
Passegere. Ma come, pure Fassino?
Venditore. Shhhh! Anche lui è in corsa per il Quirinale, non possiamo dire nulla: altrimenti mi ritirano la licenza di venditore ambulante…
Passegere. Beh, ma se invece di liquidi danno immobili, come fanno i teatri a pagare i fornitori? Anche un bambino lo capirebbe che è impossibile fare le cose per bene in una situazione del genere…
Venditore. Se è per questo, c’è chi fa di molto peggio…
Passegere. Ovvero?
Venditore. Comunica alla fine dell’anno che i soldi messi in bilancio dal teatro non ci sono. Lo ha fatto il Sindaco Emiliano con il Teatro Petruzzelli di Bari: ha comunicato il 31 Dicembre 2013 che i soldi per il 2013 (ovvero l’anno appena concluso) invece di 1,2 milioni di Euro sarebbero stati solo 200 mila
Passeggere. Scusi, non ci capisco più nulla: ma il Sindaco della città non è per legge il Presidente della Fondazione Lirico-Sinfonica? E come fa, proprio il Presidente, a comportarsi in modo da costringere la Fondazione – di cui è Presidente – a chiudere il bilancio in deficit?
Venditore. Mah, non lo so proprio… ma è successo, e si dice solo per fare un dispetto a chi gestiva il Teatro Petruzzelli come Commissario e aveva estromesso quelli che al teatro avevano fatto male e macinato debiti. Provi a chiederlo al Commissario, si chiama Carlo Fuortes e ora fa il Sovrintendente all’Opera di Roma.
Passegere. Come l’Opera di Roma non l’avevano chiusa?
Venditore. Illustrissimo mio… si vede che non siete informato! Dopo l’abbandono improvviso del Maestro Muti, era stato annunciato il licenziamento di coro e orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, ma poi un accordo è stato trovato: certo non avrebbe avuto molto senso licenziare quelli che producono spettacoli e tenere oltre 200 amministrativi… Pare che almeno siano stati aboliti privilegi assurdi.
Passeggere. Ma i debiti del Teatro dell’Opera esistono davvero? E se sì, come li pagheranno?
Venditore. Fuortes ha dichiarato che i debiti ci sono e sono ingentissimi, solo nell’ultimo anno ne avevano accumulati diversi milioni di Euro, si è parlato di oltre 13 milioni,  e di quasi 30 milioni di Euro complessivi
Passegere. Io non sono un esperto, ma ricordo benissimo che un illustre personaggio televisivo – che sedeva in Consiglio di Amministrazione prima del Commissariamento – aveva dichiarato che l’Opera di Roma era sana, aveva addirittura un bilancio attivo!
Venditore. Ah, Bruno Vespa! Non mi faccia parlare, che poi mi tolgono la licenza…
Passegere. E qualche anno prima il Sovrintendente Ernani aveva vinto il premio del miglior bilancio dell’anno proprio al Teatro dell’Opera di Roma!
Venditore. Vabbé, in quegli anni il Comune di Roma pagava, come si dice, a piè di lista: a fine anno il Sovrintendente andava dall’Asssessore al Bilancio e gli diceva: “quest’anno mi serve tanto” … e quello pagava… 18, 20, 23 milioni di Euro all’anno, mica bruscolini… Così non è difficile avere il bilancio a posto.
Passegere. E chi era Sindaco in quegli anni? 
Venditore. Non mi faccia parlare, che poi mi tolgono la licenza…
Passeggere. Va bene, va bene, non voglio metterla in difficoltà, ma certo con questa leggerezza è facile capire come il Comune di Roma sia arrivato oggi allo stato di “default”… Insomma, alla fine come faranno secondo lei i teatri a pagare tutti questi debiti? Se già non bastano i soldi dei bilanci annuali, come fanno a mettere da parte i fondi per pagare il pregresso?  
Venditore. Signor mio… Qualcuno una strada l’ha trovata: a Firenze pare che il Sovrintendente abbia rinegoziato i debiti con le banche e li abbia abbattuti da oltre 25 milioni di Euro a meno di 7
Passeggere. E grazie! Francesco Bianchi è stato per oltre dieci anni Direttore Centrale di Banca Intesa.  Quello con le banche certo che sa trattare: sono colleghi suoi! E poi scusi, ma a Firenze i debiti chi li aveva fatti?
Venditore. I debiti si accumulavano… ma il colpo di grazia pare lo abbia dato una graziosa signorina nominata Sovrintendente dal Sindaco di Firenze per… meriti speciali!
Passeggere. E quali sarebbero questi meriti?
Venditore. La signorina aveva un’affettuosa amicizia con un notissimo finanziere appassionato di musica che pare avesse un’ottimo rapporto con il Sindaco di Firenze…
Passaggere. E chi era questo Sindaco di Firenze …
Venditore. Ma vuole che mi ritirino la licenza immediatamente? E farmi arrestare? Non sa che oggi i sindaci diventano Presidenti del Consiglio senza nemmeno passare dalle elezioni?
Passeggere. Per carità! Insomma, oltre al “metodo Bianchi” che altre strade hanno i teatri per pagare i debiti ?
Venditore. In effetti, ci sono altri modi, ad esempio le leggi speciali; come quella fatta dalla Regione Sardegna per permettere al Teatro Lirico di Cagliari di pagare i debiti pregressi …
Passeggere. … E che il Sovrintendente Meli voleva usare per pagare gli stipendi correnti, affermando che quelli erano comunque soldi del teatro! Una bella….
Venditore. Shhhhh!!!!! Quello querela! Non dica nulla e non faccia dire nulla a me … siamo in Italia, caro mio e qui non si può dire. Pensi che un blog di Parma, amico mio, è stato chiuso dalla Procura, poi riaperto dal Tribunale del Riesame, per aver scritto un articolo satirico, partendo da fatti realmente accaduti (sono sfilati i testimoni) su un cileno di Modena. Si è consumato in anticipo senza sangue, con una specie di burka giudiziario, Charlie Hebdo alla parmigiana!
Se non si può dire la verità in forma di satira si immagini se si può scrivere la verità…  uno che si permette di dire a un ladro che è un ladro finisce processato per diffamazione, mentre il ladro assume un altro incarico…
Passeggere. … Scusi ma Meli non era quello che aveva lasciato il Teatro Lirico di Cagliari con 25 milioni di debiti… come scriveva la Corte dei Conti nel 2003
Venditore. Shhhhh!!!!! Per favore…
Passeggere. … e che poi era andato alla Scala con Muti, che a causa sua fu cacciato da un’assemblea del personale in cui gli votarono contro 700 su 705 dipendenti… (di cui 3 astenuti e 2 a favore)
Venditore. Shhhhh!!!!! Ma non capisce…
Passeggere. … e che a Parma ne aveva fatte più di Bertoldo in Francia… lasciando pure lì le casse del teatro esangui…. pur senza aver la firma, ma con due contratti, lo chiamavano bancomat.
Venditore. Allora me ne vado!
Passeggere. Scusi, scusi, non sia mai che lei possa avere più problemi di quelli che ha; già vendere annuari per strada non dev’essere facile per lei… Ma scusi, mi tolga una curiosità: come fa uno che sa tutte queste cose a ritrovarsi per strada a vendere annuari…
Venditore. Già, e pensi che sono pure laureato, mentre tanti di quelli che siedono nelle poltrone più alte dei teatri dell’opera spesso non lo sono nemmeno …
Passeggere. Scusi ma non c’era una legge che parlava di titoli di studio obbligatori e di comprovata esperienza?
Venditore. Non so’, veda un po’ lei … si faccia un giro per i siti delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane e, nonostante la cosiddetta “Amministrazione Trasparente”, cerchi di capire quanti sovrintendenti sono davvero laureati… Io da quel che vedo pubblicato nei siti non arrivo a capire, per esempio, se Walter Vergnano o Rossana Purchia sono laureati… Francesco Ernani poi era famoso per essere un ragioniere; alla fine è riuscito ad avere l’onoreficenza di Commendatore e così i suoi problemi sono finiti… Si faceva chiamare “Commendator Ernani” che certo suovava meglio di “Ragionier Ernani”…
Passeggere. Scusi ma alla fine come li reclutano questi Sovrintendenti?
Venditore. Beh secondo la nuova legge …
Passeggere. Un’altra riforma?
Venditore. Si, la legge “Valore Cultura: l’ha emanata il Ministro Bray nell’Ottobre 2013 e poi l’ha riconfermata il Ministro Franceschini con il suo decreto “Art-Bonus” il 31 maggio 2014…
Passeggere. Scusi ma come è possibile che ci siano due Ministri della Cultura diversi nel giro di pochi mesi?
Venditore. Ma lei in questi ultimi vent’anni dove è vissuto … L’Italia ha avuto 36 Ministri della Cultura dal 1959 a oggi, nel periodo in cui l’Unione Sovietica ha avuto Yekaterina Furtseva (1960-1974), l’Italia ne ha visti sfilare ben 12… Si immagini che negli ultimi 10 anni, dal 2005 a oggi ne sono passati 7...
Passegere. Va bene ma torniamo a noi: che cosa prevede la nuova legge?
Venditore. Che i nuovi Consigli di Indirizzo, che hanno preso il posto dei vecchi Consigli di Amministrazione propongano tre nomi al Ministro, che da quella terna decide.
Passeggere. Beh, allora non è poi così male, i Consigli di Indirizzo faranno pure una selezione dei migliori candidati sulla base di titoli di studio, curriculum, progetti presentati e quindi alla fine ne uscirà comunque una personalità eccellente!
Venditore. Magari! Veda che cosa è successo, in tempi recentissimi, al Teatro Regio di Parma per la nomina del Direttore Generale.
Passeggere. Ovvero?
Venditore. Il Sindaco pentastellato Pizzarotti, in nome della trasparenza e della meritocrazia, ha formato una commissione speciale (tra i cui membri c’era nientemeno che Cristiano Chiarot, il sovrintedente della Fenice) che avrebbe dovuto segnalare una rosa di nomi papabili tra tutti coloro che avevavo inviato la loro manifestazione di interesse entro una data prefissata a cui chiedere poi un progetto triennale. Alla fine è intervenuto il politico di turno (Senatore Giorgio Pagliari -PD-, la stampa ha starnazzato… tutto è finito nel nulla, dei selezionati dalla commissione speciale non se ne è fatto nulla e alla fine il Direttore Generale sarà nominato per chiamata diretta. Tempo e soldi persi, trasparenza zero!
Passeggere. Mamma mia, che casino! Scusi, ma adesso mi fa venire un dubbio, se i Ministri della Cultura in Italia sono mediamente durati così poco, chi conta davvero, chi decide?
Venditore. Come diceva sempre Altero Spinelli a proposito dell’Europa, chi conta finisce sempre che sono i funzionari, che restano, e non i Ministri, che vanno e vengono … Si immagini che invece i Direttori Generali dello Spettacolo dal Vivo in Italia – da cui dipendono i teatri d’opera – sono stati praticamente tre in tutto dal dopoguerra…
Passeggere. Coosaaa?
Venditore. Le dirò di più, caro signore: per 20 anni, dal 1948 al 1968 il Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo è stato lo stesso funzionario che era stato nominato da un certo Galeazzo Ciano nel 1936…
Passeggere. Non ci credo!
Venditore. Mio caro Signore…non mica racconto storie! Nicola De Pirro era stato Vice Direttore di “Critica Fascista” sotto Bottai, poi Ciano lo fece Direttore Generale dello Spettacolo… Lo ha recuperato dopo la guerra addirittura Andreotti, che lo rimise al suo posto nel 1948 … diceva che era un galantuomo e in quel periodo era così magro che non aveva più buchi nella cintura… insomma era alla fame!
Passeggere. Scusi, non capisco… Il mondo dello spettacolo è stato gestito da un ex gerarca fascista fino al 1968?
Venditore. E da Carmelo Rocca, che ci è stato dal 1988 al 2003 (ma forse anche da prima, non ricordo)… Dal 2004 poi è arrivato un signore grande e grosso che è tutt’ora al su posto.
Passeggere. Ma alla fine, quando a fronte di 36 Ministri della Cultura ci sono praticamente stati solo tre Direttori Generali dello Spettacolo dal Vivo, è facile capire chi comanda davvero e chi decide le sorti dei teatri dell’opera in Italia …
Venditore. L’ha detto lei… io non voglio mica perdere la mia licenza…
Passeggere. Ho capito, ho capito… E la politica?
Venditore. Le dico solo una cosa: sa chi è il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati?
Passeggere. Francamente no …
Venditore. Allora glielo dico piano piano in un orecchio… si avvicini che non non voglio che mi sentano qui intorno…. Giancarlo Galan
Passeggere. Ma cosa dice: se è stato condannato nell’Ottobre 2014 con procedura di patteggiamento a 2 anni e 10 mesi e al pagamento di 2,6 milioni di euro per la vicenda della corruzione nell’ambito del Mose!?!
Venditore. Beh, allora controlli sul sito della Camera… Brunetta ha dichiarato che rimuoverlo significherebbe fare una forzatura alla Costituzione…
Passeggere. Vabbé, ho capito, è inutile. Mi dia un Annuario, almeno non le avrò fatto perdere tempo. Quanto costa?
Venditore. Trenta Euro… ci sono un sacco di belle foto; l’opera è nata in Italia, lo sa vero?
Passeggere. Certo, certo… ecco, tenga! E Buon Anno… (24/01/2015)

screenschot Caccamo Meli

Fonte Link: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/12/19/la-battaglia-del-giudice-melomane-troppe-ombre.html

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