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IL LUOGO DEL MONDO

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Io credo nella disorganizzazione; ma non la concepisco in termini di non partecipazione o isolamento, ma invece precisamente come una partecipazione completa. Tutte quelle regole di ordine devono essere state sancite allo scopo, come si suol dire, di tenere insieme le cose. E ora, quando vengono rimosse – se le eliminiamo e cosi’ non le abbiamo piu’ – scopriamo che le cose procedono comunque perfettamente. La cosa piu’ importante e’ vedere il mondo come se fosse un solo luogo, percependo i nostri problemi nella loro globalita’ e liberando il mondo, il piu’ rapidamente possibile, dalle dispute delle nazioni, rendendolo un solo luogo che si accinga con intelligenza a risolvere i suoi problemi. […]

Ci troviamo in un periodo storico in cui tutte le cose di cui ci stiamo attualmente lamentando fanno parte di una struttura storica e politica ormai agonizzante, mentre quella che si sta delineando all’orizzonte, senza che ce ne rendiamo ancora conto, e’ una situazione radicalmente diversa di "villaggio globale" sociale. […]
Sarebbe assai preferibile se potessimo realizzare i nostri cambiamenti in modo non-violento. Questo e’ il modo in cui i cambiamenti hanno luogo nell’arte e il motivo per cui siamo consapevoli di poter avere un cambiamento sociale non-violento trae origine proprio dai cambiamenti non-violenti che l’arte ha conosciuto. Non possiamo credere che sia possibile cambiare qualcosa soltanto uccidendo, perche’ e’ possibile farlo anche attraverso la creazione.

John Cage
"Lettera a uno sconosciuto"

SOKRATES n°8 – 29 Maggio 1996

La Toscanini