ITALIA IN RITARDO SULLE FONTI RINNOVABILI
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(ANSA) BRUXELLES – ”Nonostante un forte sviluppo nei settori dell’eolico, del biogas e del biodiesel l’Italia e’ ancora molto lontana dal raggiungere gli obbiettivi fissati sia a livello nazionale sia a livello europeo”. E’ quanto si legge nel rapporto sull’energia presentato dalla Commissione Ue nella scheda in cui si analizza la situazione italiana.
”Parecchi fattori contribuiscono a questa situazione”, rileva ancora il rapporto. ”Innanzi tutto ci sono grandi elementi di incertezza dovuti ai recenti cambi politici ed alle ambiguita’ dell’attuale disegno politico”, e’ detto ancora nel documento.
"In secondo luogo – si legge ancora nel rapporto della Commissione – ci sono restrizioni amministrative come un sistema complesso per le procedure di autorizzazione a livello locale. Terzo, esistono barriere finanziarie che rendono molto elevati i costi di connessione alle reti". Per tutti questi motivi – sottolinea Bruxelles – l’ Italia fa registrare ancora dei ritardi molto forti.
TAGLIO GAS SERRA,SU NUCLEARE DECIDANO STATI
L’Unione europea deve ridurre unilateralmente le sue emissioni di gas serra del 20% entro il 2020. E’ la sfida lanciata dalla Commissione Ue, che ha presentato oggi un pacchetto di misure volte soprattutto allo sviluppo delle energie rinnovabili. E senza escludere il ricorso al nucleare. Anche se su quest’ultimo punto la posizione assunta da Bruxelles e’ ”agnostica”, come l’ha definita lo stesso presidente Jose’ Manuel Barroso: ”Devono essere i singoli stati e non noi a decidere”.
– L’ALLARME. Una cosa e’ certa: non c’e’ piu’ tempo da perdere. I dati contenuti nel rapporto messo a punto dai commissari all’energia, Andris Piebalgs, e da quello alla concorrenza, Neelie Kroes, parlano chiaro. ”Ci sono piu’ del 50% delle possibilita’ – si legge – che le temperature globali aumentino in questo secolo di circa 5 gradi. E le emissioni di gas serra prodotte dai Paesi dell’Ue aumenteranno di circa il 5% entro il 2030”. Questo significa che ”ai ritmi attuali e con le attuali politiche energetiche la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di energia fara’ registrare nel giro di ventitre’ anni un balzo dal 50% al 65% dei consumi”. A questo si aggiunge la scarsa concorrenza che ancora caratterizza il mercato interno dell’energia, che frena gli investimenti, a partire da quelli per lo sviluppo di un’energia piu’ pulita. Di qui l’invito a ”una chiara separazione della produzione energetica dalla distribuzione”.
– LA RICETTA. Serve dunque ”una nuova rivoluzione industriale”, come ha detto Piebalgs. E la ricetta della Commissione per abbassare drasticamente le emissioni di carbonio passa soprattutto attraverso un ‘energy mix’ che veda al primo posto l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili (eolico, solare, biogas, biodiesel). La Commissione fissa un obiettivo: entro il 2020 il 20% dell’energia prodotta deve essere energia pulita. E la quota di bio carburanti dovra’ salire almeno al 10%. A questo proposito l’Unione europea nei prossimi sette anni incrementera’ almeno della meta’ la spesa annuale per la ricerca energetica. Insomma – come hanno spiegato Barroso e Piebalgs – l’Europa deve rafforzare il suo ruolo di leader nel settore dell’energia pulita, aggiornando di volta la road map con obiettivi piu’ ambiziosi.
– IL NUCLEARE. La Commissione ribadisce che non e’ un tabu’. ”L’ energia nucleare – si legge nel rapporto – e’ essenzialmente libera da emissioni di CO2 e puo’ quindi contribuire in maniera importante nel mitigare i cambiamenti climatici”. Del resto, ”ridurre l’attuale quota di nucleare, che rappresenta il 14% dei consumi energetici europei (il 30% della produzione elettrica), renderebbe piu’ difficile raggiungere gli obiettivi fissati di riduzione delle emissioni di gas serra, a meno che non si ricorra ad altre risorse energetiche a basso contenuto di carbonio”. Non puo’ pero’ essere la Commissione a decidere se ricorrere o no a tale fonte di energia. Barroso lo ha spiegato chiaramente: ”Noi non prendiamo posizione, ma ci limitiamo ai fatti. Tocca dunque ad ogni singolo stato membro a decidere se usare il nucleare o meno. Quel che a noi importa e’ che si avanzi verso una economia meno dipendente dal carbone”. Certo, l’esecutivo europeo raccomanda ai governi degli stati che decideranno di usare il nucleare di varare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza. sia nella fase della produzione sia per quel che riguarda lo smaltimento delle scorie.
– PAROLA A VERTICE EUROPEO PRIMAVERA. Ora la parola sul pacchetto presentato dalla Commissione Ue passa agli stati membri. La speranza e’ che entro l’anno si possano raggiungere dei risultati. Il piano sara’ all’ordine del giorno del Consiglio dei capi di stato e di governo di primavera. Se ci sara’ un’intesa, Bruxelles dovra’ mettere a punto nello specifico tutte le proposte legislative del caso. Una volta emanati direttive e regolamenti saranno gli stati membri a dover mettere a punto provvedimenti che recepiscano le indicazioni europee. (10/01/2007)








Beh, lo sfruttamento del vento è possibile solo nelle zone battute da un vento sufficientemente intenso e costante….
Nel nostro Paese, una delle poche regioni dove lo sfruttamento di questa fonte energetica è risultato conveniente è solo la Sardegna.
Anche per la produzine di modeste quantità di energia servono sempre località ventose, come sulle alture in prossimità del mare o in valli alpine.
L’energia geotermica ( IN RIFERIMENTO ARTICOLO GEOTERMIA DI ARCHITETTURA)puo’ essere sfruttata nelle zone vulcaniche utilizzando i getti di vapore e le sorgenti calde.
Paese all’avanguardia im questo settore è l’Islanda, ma in Italia si sfruttano da una decina d’anni soltanto i soffioni boraciferi di Larderello, in Toscana.
Attualmente sono in studio tecniche per l’utilizzo a fini energetici di acque soterranee anche a temperature relativamente basse e di acque inquinate non diversamente utilizzabili.