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RIFIUTI: CONVOGLI A SAVIGNANO, VIGILA L’ESERCITO

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(ansa.it) AVELLINO – Conferimento dei rifiuti alla discarica di Pustarza, nel territorio di Savignano Irpino (Avellino) sulla quale vigilano da ieri sera i militari dell’Esercito. Dopo il primo conferimento di circa cento tonnellate provenienti dalla vicina stazione di trasferenza di Flumeri (Avellino) avvenuto nella tarda serata di ieri, il primo convoglio di compattatori, scortato dalla Polizia, è arrivato in discarica soltanto alle 9.30 di stamattina, due ore dopo l’orario stabilito, e le operazioni risultano ulteriormente rallentate dai controlli che precedono l’ingresso degli automezzi all’interno dell’impianto. In pratica gli addetti alla discarica danno l’ok al conferimento soltanto dopo aver verificato che si tratti di rifiuti tal quale e, in presenza di rifiuti speciali o ingombranti, come ospedalieri, elettrodomestici, pneumatici, ferrosi, si procede alla "bonifica" del compattatore. Operazioni che ritardano il conferimento che, secondo i programmi, prevede 1.500 tonnellate al giorno, 500 delle quali provenienti dalla provincia di Avellino, destinate alla prima delle quattro vasche approntate, capace di contenere 200 mila tonnellate di rifiuti.

In particolare, altri controlli specifici vengono eseguiti sui singoli compattatori da uno speciale nucleo dell’Esercito che ha il compito di verificare la eventuale presenza di sostanze radioattive. All’esterno della discarica non si sono verificate proteste da parte dei movimenti e delle associazioni ambientaliste: ieri, mentre la commissione di collaudo dell’impianto si apprestava a concedere il via libera ai primi conferimenti, una decina di persone aveva ironicamente applaudito i militari che prendevano possesso dell’area. Le residue speranze del movimento che si batte contro la discarica sono affidate ai vari ricorsi amministrativi che contestano la legittimità dell’indicazione del sito, sui quali il prossimo primo luglio si esprimerà il Consiglio di Stato.

SICUREZZA, 2.500 SOLDATI PER PATTUGLIAMENTO CITTA’
Il ministro della Difesa e il ministro dell’Interno hanno raggiunto un’intesa su un emendamento sul ddl della sicurezza che prevede l’utilizzo per un periodo di sei mesi, rinnovabili, di 2.500 soldati per azioni di pattugliamento e perlustrazione nelle città metropolitane.

I soldati agiranno come agenti di pubblica sicurezza, sotto il coordinamento dei Prefetti, ha precisato La Russa, ipotizzando soprattutto un utilizzo dei soldati che hanno avuto esperienze nelle missioni di pace. "Io ero assente, perché ero qui a Bruxelles, ma il sottosegretario Letta – ha detto La Russa – ha annunciato l’intesa raggiunta con il ministro degli Interni a cui spetterà il compito di utilizzare un contingente massimo di 2.500 soldati italiani che con questo emendamento si rende disponibile per partecipare ad azioni di perlustrazione e pattugliamento nelle città e nei centri metropolitani per tutelare meglio, insieme alle forze dell’ordine, la sicurezza dei cittadini". Si tratta di quelle "pattuglie – ha spiegato La Russa – che avevo auspicato e che il ministro dell’Interno potrà, se vuole, utilizzare al meglio, per dare risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini".

Il ministro ha ricordato che aveva avanzato "la disponibilità delle Forze Armate a contribuire, in concomitanza con le Forze dell’ordine, a compiti di pattugliamento in città e perlustrazione al di fuori delle città". Dopo una lunga discussione sulla forma da utilizzare, "é stata raggiunta l’intesa su un emendamento che abbiamo scritto a quattro mani io e il ministro Maroni e che nei prossimi giorni verrà presentato al decreto sicurezza". Secondo La Russa, con questo emendamento si rende possibile l’idea di passare dal "poliziotto di quartiere di giorno ad una pattuglia mista nelle ore prevalentemente serali, quando maggiore è l’esigenza di sicurezza". "Per le forze armate è un sacrificio, perché non abbondiamo di personale, ma lo facciamo molto molto volentieri – ha commentato – e questa disponibilità aumenta il merito dei nostri soldati".