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Fumo di Londra addio, alle nuove generazioni vietate le sigarette a vita

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La proibizione voluta dal premier ingelse Sunak vale per i nati dal 2009 in poi. L’ira di Boris Johnson: “Churchill vinse la guerra col sigaro in bocca”. Il ridicolo Boris tace sul whisky a colazione; sia a pranzo che a cena sorseggiava champagne e brandy e che era un alcolizzato. Morì di Alzheimer. Vinse la guerra, ma non per questo aveva uno stile di vita corretto ed encomiabile. LB

LONDRA – Niente fumo, siamo inglesi. Parafrasando il vecchio motto su vizi d’altro genere, si può riassumere così il divieto di tabacco introdotto ieri nel Regno Unito. La nuova legge proibisce l’acquisto di sigarette ai nati dal 2009 in poi, alzando in seguito di anno in anno il limite d’età, con l’obiettivo di creare, nelle parole del primo ministro Rishi Sunak, «una generazione che ha smesso di fumare». Il divieto insomma, per loro come per i nati negli anni successivi, li accompagnerà per tutta la vita. Ma il provvedimento, su cui ha votato ieri la camera dei Comuni, suscita le proteste dall’ala più di destra del partito conservatore, con una ribellione contro il proprio leader e Downing Street.

La ribellione dei fumatori

«Siamo una nazione libera, non dovrebbe essere il governo a dire alla gente di non fumare», tuona Liz Truss, l’ex premier che nel 2022 ha governato per poche settimane prima di essere sfiduciata dai suoi stessi deputati perché stava rischiando di portare il Paese in bancarotta, ma che non per questo si è ritirata dalla politica: anzi, ha appena pubblicato un’autobiografia, si è schierata per Donald Trump nelle elezioni Usa e non perde occasione di creare polemiche. Sul tema interviene anche un altro ex primo ministro, Boris Johnson, definendo l’iniziativa «semplicemente folle», con la motivazione che i Tories sono il partito di Winston Churchill: il quale vinse la Seconda guerra mondiale con un sigaro sempre in bocca.

Le ragioni della legge

Ai critici risponde Victoria Atkins, ministra della Sanità e ovviamente lei stessa membro del partito conservatore, notando che «non c’è alcuna libertà nella dipendenza da un prodotto che nuoce gravemente alla salute». Una posizione condivisa da Chris Witty, l’Ufficiale sanitario capo britannico, il cui volto era diventato noto a tutti per le quotidiane conferenze stampa durante la pandemia del Covid: «Quando i giovani sviluppano una dipendenza dal fumo non sono più liberi di decidere se smettere, non hanno in realtà più alcuna scelta. Come medico ho visto con i miei occhi la tragedia di ragazzi a cui dovevano essere amputate le gambe perché il fumo aveva danneggiato loro le arterie e che lo stesso accendevano una sigaretta, piangendo, sulla porta dell’ospedale, perché non riuscivano a resistere». Sono inoltre ben noti i danni del fumo alle vie respiratorie e le spese che la cura di queste malattie causa al bilancio dello Stato.

L’ok dell’opposizione laburista

Nonostante l’opposizione di alcuni conservatori, la nuova legislazione non rischiava la bocciatura ai Comuni perché è appoggiata anche dall’opposizione laburista: l’idea originale di un divieto di fumo viene in effetti rivendicata come propria dal Labour. La legge vieta l’acquisto di sigarette, incluse quelle elettroniche, il cosiddetto vaping, agli adolescenti che hanno 15 anni o meno, soglia che in seguito si alzerà fino a comprendere una generazione di giovani “smoke-free”. Chi le vende illegalmente ai minori di 15 anni può essere punito immediatamente con una multa di 100 sterline. Il primo Paese ad approvare un bando contro il fumo per i più giovani è stato lo scorso anno la Nuova Zelanda, ma il nuovo governo neozelandese ha promesso di abolirlo. Messico, Canada e Portogallo hanno proposto divieti analoghi. E oltre 70 Paesi, inclusa l’Italia, hanno adottato norme che vietano il fumo al chiuso. 17 APRILE 2024
Fonte Link: repubblica.it

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